Calcionews24
·12 de maio de 2026
Cardinale dice stop! Il numero uno del Milan è deluso: dirigenti e progetto, tutti sotto esame!

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Il Milan vive un momento delicatissimo e Gerry Cardinale, proprietario del club rossonero, è pronto a far sentire il proprio peso nelle valutazioni sul futuro. Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, il numero uno di RedBird è rimasto deluso dalla sconfitta contro l’Atalanta, dal calo verticale della squadra e da alcune scelte di mercato compiute dalla dirigenza. La parola d’ordine, però, resta una: unità. Prima di qualsiasi decisione definitiva, il Milan deve provare a centrare l’obiettivo stagionale, ovvero la qualificazione alla prossima Champions League.
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Il finale di campionato sarà decisivo anche per capire chi farà parte del Milan del futuro. Fino a poche settimane fa la permanenza di Giorgio Furlani, Igli Tare, Geoffrey Moncada e Zlatan Ibrahimovic sembrava quasi scontata, ma ora il quadro è cambiato. Cardinale vuole capire cosa non abbia funzionato e quali responsabilità vadano attribuite all’area sportiva. Dopo il successo nel derby dell’8 marzo, il proprietario non si aspettava una flessione così pesante: appena 7 punti nelle ultime 8 giornate, un rendimento che ha rimesso tutto in discussione.
Il rapporto con Massimiliano Allegri, allenatore rossonero, resta solido. Cardinale stima il tecnico, sotto contratto fino al 2027 con possibile rinnovo automatico al 2028 in caso di qualificazione alla Champions League. Per andare avanti insieme, però, servirà una visione condivisa sul progetto tecnico. Allegri è ambizioso e vuole garanzie per tornare competitivo ai massimi livelli.
Il Milan è ancora padrone del proprio destino: con due vittorie contro Genoa e Cagliari la qualificazione tra le prime quattro sarebbe certa. Per Cardinale, entrare in Champions League è fondamentale per il brand, per il bilancio e per la credibilità del progetto. Restare fuori significherebbe ridimensionare le ambizioni e aprire scenari pesanti, anche sul mercato, con il rischio di dover cedere uno o due big.
Le decisioni arriveranno dopo il 24 maggio. Fino ad allora, l’obiettivo è salvare il salvabile: restare compatti, reagire e provare a evitare una rivoluzione totale.







































