Juventusnews24
·13 de julho de 2026
Caso Sorloth, insulti e minacce di morte dopo l’eliminazione Mondiale: la compagna denuncia

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L’eliminazione della Norvegia ai Mondiali ha drammaticamente superato i confini del rettangolo verde, trasformandosi in un allarmante caso di odio online. Al centro della bufera c’è l’attaccante Alexander Sørloth, finito nel mirino dei tifosi per una scelta di gioco controversa durante la cruciale sfida contro l’Inghilterra. Sul punteggio di 1-0 a favore dei norvegesi, l’obiettivo di mercato della Juventus si è trovato a tu per tu con il portiere avversario; anziché servire il compagno Erling Haaland, completamente libero a centro area, ha optato per la conclusione personale, fallendo la rete. Quel gol mancato ha dato il via alla rimonta inglese, sancendo l’uscita dal torneo della nazionale scandinava e scatenando una furia social senza precedenti.
La delusione sportiva si è rapidamente tramutata in un flusso incontrollabile di violenza verbale. I profili digitali di Lena Selnes, compagna del calciatore, sono stati sommersi da insulti e gravissime minacce di morte dirette a Sørloth e all’intero nucleo familiare. La gravità della situazione è emersa chiaramente dai messaggi shock raccolti e mostrati dalla stessa Selnes: in alcuni di essi si intimava direttamente al centravanti di togliersi la vita, mentre altri utenti lo esortavano a lasciare definitivamente il Paese per “buttarsi da una scogliera”.
Di fronte a questa escalation, la donna ha deciso di rompere il silenzio e denunciare pubblicamente l’accaduto, lanciando un messaggio di profonda riflessione sui limiti invalicabili del tifo: «I Mondiali e il calcio portano tanta gioia, ma anche tanto odio. Non volevo davvero dare risalto a questa cosa, ma è necessario dopo commenti come questi. Spero che tutti possano riflettere un po’ di più prima di fare commenti del genere, a prescindere dalla situazione»
Sulla vicenda si è espresso anche il commissario tecnico della Norvegia, Stale Solbakken, che ha definito la situazione assolutamente tragica, constatando con amarezza come tali episodi facciano ormai drammaticamente parte del lato oscuro dello sport d’élite. Il selezionatore ha colto l’occasione per rivolgere un accorato consiglio ai calciatori più giovani, esortandoli a restare il più lontano possibile dalle piattaforme social per proteggere la propria salute mentale. Una sconfitta sul campo o un errore sotto porta non potranno mai, in alcun modo, giustificare la violenza e l’odio verbale nei confronti di un essere umano.







































