Chiellini: «Soddisfazione Next Gen. Si è detto che l’Under 23 non serve al calcio italiano, ma vi cito questi dati» | OneFootball

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·26 de abril de 2026

Chiellini: «Soddisfazione Next Gen. Si è detto che l’Under 23 non serve al calcio italiano, ma vi cito questi dati»

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Chiellini: «Soddisfazione Next Gen. Si è detto che l’Under 23 non serve al calcio italiano, ma vi cito questi dati». Le parole del direttore della Seconda Squadra

A margine dell’ultima gara di regular season, pareggiata 2-2 contro il Bra, a parlare è stato Claudio Chiellini, Head of Next Gen Area della squadra bianconera, in vista dei playoff che attendono i ragazzi guidati da mister Massimo Brambilla.


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Il commento di Claudio Chiellini

«Voglio prima di tutto fare i complimenti ai ragazzi, al mister e allo staff per quanto fatto in questa stagione. Perché a volte sembra quasi scontato, ma non è così: le difficoltà che ci sono nel competere tra i professionisti con una squadra Under 23 sono tante e quindi è motivo di grande soddisfazione questo quinto posto in classifica – miglior piazzamento di sempre per la Next Gen – e l’accesso ai playoff che affronteremo con entusiasmo e con la voglia di provare a fare bene, sapendo di aver fatto comunque un’annata importante. Al di là del piazzamento, la soddisfazione è nel vedere i miglioramenti dei ragazzi rispetto all’inizio stagione: una maturazione che tengo a sottolineare perché nelle ultime settimane, dopo l’eliminazione dell’Italia dai Mondiali, si è parlato tanto, forse anche troppo, a volte sottolineando che il progetto dell’Under 23 non serve al calcio italiano.

Penso di essere la persona più adatta a parlarne, visto che ho contribuito alla nascita otto anni fa della Juventus Under 23 e, a parte una parentesi al Pisa, l’ho sempre seguita da vicino. I risultati della Under 23 si vedranno negli anni, ci vuole tempo. A parte la Juventus che è partita otto anni fa, l’Atalanta ha iniziato da tre stagioni, due anni fa il Milan, una stagione fa l’Inter e si vedono già i risultati con i giocatori che sono cresciuti grazie a queste realtà. Per fare qualche nome: l’Atalanta ha formato Palestra e Bernasconi, il Milan ha Bartesaghi, i risultati dell’Inter si vedranno nel prossimo futuro; giocatori che arriveranno e faranno bene nei prossimi anni. E con quelli della Juventus i dati sono chiari: quest’anno avevamo circa quindici calciatori che hanno giocato le coppe europee e che negli anni scorsi hanno fatto parte della Juventus Next Gen; circa trenta giocatori in Serie A o nelle prime leghe internazionali, un’altra trentina in Serie B, un’altra trentina nella terza divisione. Tutti che stanno portando avanti valori di serietà e quella mentalità che hanno imparato alla Juventus. E sottolineo non solo i giocatori, ma anche i dirigenti, gli allenatori e i professionisti che lavorano nel mondo del calcio, che crescono in ambienti virtuosi come quello della Juventus o delle altre squadre italiane e grazie anche al percorso dell’Under 23 poi si interfacciano nel mondo del calcio con altre squadre. La soddisfazione è grande anche nel vedere quei calciatori, quei ragazzi seri che sono passati da noi e che oggi, se guardate le rose, trovano spazio in tutte le società di Serie A, di Serie B, di Serie C. E performano, e migliorano, e nella loro carriera sicuramente raggiungeranno il massimo delle proprie possibilità perché crescono con una mentalità e con delle qualità non solo tecniche, ma anche caratteriali».

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