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·15 de janeiro de 2026

Como Milan, è la sfida degli opposti tra Fabregas e Allegri: filosofia contro pragmatismo

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Como Milan, è la sfida degli opposti tra Fabregas e Allegri: filosofia contro pragmatismo. L’analisi della Gazzetta dello Sport

I riflettori dello Stadio Sinigaglia si accendono stasera per un recupero della 16ª giornata di Serie A dal sapore decisivo. Como e Milan si affrontano in un match che La Gazzetta dello Sport dipinge come uno scontro ideologico totale, paragonando i due allenatori a generi musicali inconciliabili come la musica classica e la trap. La posta in palio è altissima per entrambe le formazioni: i padroni di casa, vera rivelazione del torneo, sognano di avvicinare concretamente il treno delle big, mentre i rossoneri hanno un solo risultato a disposizione. Devono vincere obbligatoriamente per tenere il passo dell’Inter, vittoriosa ieri contro il Lecce, e guadagnare due punti preziosi sul Napoli, recentemente fermato dal Parma.

Al centro della scena c’è il duello a distanza tra Cesc Fabregas e Massimiliano Allegri. Lo spagnolo, ex centrocampista di classe cristallina e oggi tecnico visionario, predica un calcio fatto di dominio territoriale e riaggressione immediata: il suo Como è primo in Serie A per PPDA (intensità del pressing) e vanta percentuali di possesso palla bulgare, come il 75% registrato a Cagliari. Diametralmente opposto l’approccio del mister livornese, storico teorico del pragmatismo e dell’utilitarismo: il suo Diavolo è ultimo per pressing offensivo, preferendo abbassare il baricentro per poi scatenare la velocità letale di Rafael Leao in campo aperto. È la sfida tra chi, come Fabregas, preferirebbe perdere pur di mantenere la propria identità e chi, come Allegri, calcola le medie punti con la fredda precisione di un ingegnere.


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Anche le biografie dei due protagonisti raccontano storie distanti. Fabregas, il “sognatore nomade” diviso tra Barcellona e Londra, è passato dalla panchina in Serie B alla A in pochi mesi; Allegri, radicato nel triangolo Livorno-Milano-Torino, è figlio della dura gavetta di provincia tra Aglianese e Grosseto. Nonostante le differenze abissali, la vigilia è stata segnata da un grande fair play. Allegri ha elogiato il lavoro “ottimo” del collega, mentre Cesc ha definito il confronto con umiltà: «In panchina siamo la Serie D e la Champions». Stasera, alle 20.45, finiranno i complimenti e parlerà solo il campo: i lariani cercheranno di manipolare la difesa avversaria col palleggio, il Milan punterà tutto sulla solidità e sull’esperienza per espugnare il lago.

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