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·23 de março de 2026

Como vicino all’Europa: tutti i piani per lo stadio e per il FPF UEFA

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Il successo per 5-0 ottenuto nella sfida interna contro il Pisa ha certificato, semmai ce ne fosse stato bisogno, che il Como fa sul serio nella corsa al quarto posto. Un piazzamento che, come noto, vale l’accesso alla prossima edizione della UEFA Champions League: nel caso dei lariani si tratterebbe della prima storica partecipazione.

I lavori al Sinigaglia e l’ipotesi Mapei Stadium

Il Como manca nelle coppe europee dalla stagione 1980/81, quando prese parte alla Mitropa Cup (che in quegli anni vedeva la partecipazione dei club vincitori delle seconde serie nazionali), e in caso di ritorno sui palcoscenici più importanti non si vuole fare trovare impreparato. Secondo quanto appreso da Calcio e Finanza, la società lombarda è al lavoro per adeguare lo stadio Giuseppe Sinigaglia alle normative UEFA e renderlo così utilizzabile per le sfide interne valide per le coppe.


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Su questo fronte, il club confida di riuscire a portare a termine le migliorie richieste entro il mese di settembre 2026, quando prenderà il via la prima fase della Champions League. Le prime sfide della nuova edizione del torneo sono in programma tra l’8 e il 10 settembre, ma se il Como dovesse esordire in trasferta, la prima partita casalinga si giocherebbe il 13 o il 14 ottobre.

Questo è il piano se il Como dovesse riuscire a conquistare l’accesso alla Champions League, ma il discorso varrebbe anche per l’Europa League (che prevede l’accesso diretto al girone unico per le italiane). Tuttavia, è presente un altro scenario che riguarda la Conference League. Per la terza competizione per club UEFA il Como dovrebbe passare dai playoff ad agosto 2026 (come ha fatto la Fiorentina all’inizio di questa stagione), da disputare in uno stadio diverso dal Sinigaglia, dove i lavori non sarebbero ancora ultimati.

In quest’ottica, secondo quanto appreso da Calcio e Finanza, la società ha già chiesto la disponibilità al Sassuolo di giocare al Mapei Stadium, impianto situato a Reggio Emilia e che accoglie le sfide dei neroverdi e della Reggiana. Lo stesso Mapei ospiterebbe inoltre il Como anche nelle altre due competizioni (Champions o Europa League), qualora il club non dovesse fare in tempo a concludere i lavori di adeguamento richiesti dalla UEFA, di cui abbiamo parlato in precedenza.

La stessa scelta fu fatta dall’Atalanta qualche anno fa, quando i bergamaschi giocarono in Emilia le gare interne di Europa League, a causa dell’inadeguatezza del loro impianto casalingo. I bergamaschi si spostarono poi a San Siro nella stagione 2019/20 per giocare la Champions League, prima di fare ritorno nel proprio stadio, totalmente ristrutturato.

Il Fair Play Finanziario e il possibile Settlement Agreement

Tornando al Como, in caso di ingresso nelle coppe il club si troverebbe inevitabilmente a fare i conti anche con le UEFA Club Licensing and Financial Sustainability Regulations (il pacchetto di norme che dal 2022 ha sostituito il cosiddetto Fair Play Finanziario). Un tema da considerare, ricordando che il bilancio al 30 giugno 2025 si è chiuso con un rosso di 105 milioni di euro.

Tuttavia, secondo quanto appreso da Calcio e Finanza, per il primo anno non ci sarebbero problemi, mentre dalla stagione successiva, in caso di presenza nelle coppe, verrebbe stipulato un Settlement Agreement con la UEFA. Un caso simile ha riguardato recentemente l’Aston Villa, che dopo anni di assenza dalle coppe europee, nella stagione 2022/23 ha ottenuto la qualificazione alla Conference League.

I Villans hanno partecipato al torneo nel 2023/24 e a settembre 2024 la UEFA ha avviato un’indagine nei loro confronti. Sulla base di questo procedimento, l’Aston Villa ha siglato un settlement agreement triennale – annunciato a giugno 2025 –, con sanzioni sia economiche sia sportive che si estenderanno fino alla stagione 2027/28.

Un eventuale accordo con la UEFA – che potrebbe durare dai due ai quattro anni, a seconda della situazione – rimarrebbe valido anche qualora il Como non si qualificasse a una delle tre coppe europee nelle successive stagioni, con il club sottoposto a monitoraggio. Da capire chiaramente anche come si evolveranno i ricavi per i lariani, considerando che l’approdo in Champions League darebbe un boost importante al fatturato, un dato che influenza anche lo “squad cost ratio”, la norma che prende in esame l’importo speso per la rosa e l’allenatore della prima squadra tra stipendi e commissioni per i trasferimenti nette rispetto ai ricavi rettificati. L’introduzione di questa norma è stata graduale e prevedeva una soglia massima del 90% nell’anno solare 2023, prima di passare all’80% nel 2024 e al 70% dal 2025 in avanti.

Insomma, parecchia carne al fuoco per un club che fino alla stagione 2023/24 militava in Serie B e che presto potrebbe diventare protagonista delle migliori notti europee. E proprio per questo, il Como non rimane a guardare anche sul fronte commerciale, dove ha impostato una strategia da affiancare alla crescita della rosa e dei risultati sportivi. In occasione di Milano-Cortina 2026, la società ha aperto due “temporary store”: uno Cortina d’Ampezzo e uno vicino alla centralissima Piazza San Babila, a Milano.

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