Con il Frosinone 13 proprietà straniere in Serie A: a 14 scatta la maggioranza per alcune decisioni chiave in Lega | OneFootball

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·17 de junho de 2026

Con il Frosinone 13 proprietà straniere in Serie A: a 14 scatta la maggioranza per alcune decisioni chiave in Lega

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La sempre più vicina cessione della maggioranza del Frosinone da parte di Maurizio Stirpe in favore del fondo USA Gamechanger 20 di Brett Johnson, ma con la società ORG Portfolio Management come azionista principale, farebbe salire a 13 le proprietà straniere in Serie A. Di seguito – considerando anche il Frosinone – i club che hanno come socio di maggioranza un investitore, un fondo o un gruppo straniero:

  1. Atalanta
  2. Bologna
  3. Cagliari*
  4. Como
  5. Fiorentina
  6. Frosinone
  7. Genoa
  8. Inter
  9. Milan
  10. Monza
  11. Parma
  12. Roma
  13. Venezia

È bene sottolineare come il Cagliari sia ancora nel pieno della transizione fra il gruppo guidato dal presidente Tommaso Giulini e quello degli investitori internazionali guidati da Maurizio Fiori, per cui è già stato tracciato il percorso che li porterà a controllare il club sardo, come anticipato da Calcio e Finanza, con una quota compresa fra l’80% e il 90%.


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Detto ciò, le società rimaste con un proprietario italiano nella Serie A 2026/27 saranno sette:

  1. Juventus
  2. Lazio
  3. Lecce
  4. Napoli
  5. Sassuolo
  6. Torino
  7. Udinese

La Juventus per quanto controllata da Exor, incorporata nei Paesi Bassi, che a sua volta è controllata dalla Giovanni Agnelli BV, anch’essa incorporata in Olanda, ha il suo socio di riferimento ultimo nella Dicembre, la cassaforte dei fratelli Elkann, che invece ha sede a Torino. In base a questa catena di controllo, abbiamo considerato il club bianconero come controllato da una società italiana.

Detto questo, il conto totale di 13 su 20 straniere che equivale al 65% dei club della Lega di Serie A. Una situazione che è vicina ad aprire nuovi scenari per quanto riguarda la governance del massimo campionato italiano. Infatti, sono diversi i temi di importanza rilevante che vengono decisi in Assemblea richiedenti una maggioranza qualificata pari a due terzi del totale e, quindi con un minimo di 14 voti favorevoli.

Considerando che, come detto, sono 13 le proprietà straniere nella prossima Serie A (considerando il Cagliari già a maggioranza dei nuovi soci del presidente Giulini e il Frosinone con il vicinissimo accordo fra Stirpe e il fondo Gamechanger 20), e qualora facessero fronte comune, aggiungendo solamente un voto fra le proprietà italiane, ecco che la loro alleanza porterebbe a nuovi equilibri nella Lega del massimo campionato italiano.

Andando ad analizzare lo statuto in vigore in Lega Calcio Serie A, gli argomenti con cui l’Assemblea deve deliberare con due terzi dei voti favorevoli riguardano i seguenti aspetti:

  • la commercializzazione dei diritti audiovisivi
  • la determinazione di commercializzazione in forma collettiva di diritti individuali non audiovisivi
  • la determinazione dei criteri di ripartizione delle risorse economiche collettive, nonché la ripartizione degli incassi relativi alle competizioni
  • le elezioni dei Consiglieri Federali
  • le elezioni alle cariche di Lega Serie A, per le quali è richiesto per le prime due assemblee elettive il voto favorevole dei due terzi, e a partire dalla terza assemblea elettiva, il voto favorevole della maggioranza
  • la revoca degli organi della Lega Serie A
  • lo scioglimento della Lega Serie A
  • la modifica dello Statuto-Regolamento della Lega Serie A
  • le modifiche della sede della Lega Serie A, della denominazione e/o del logo della Lega, della denominazione del Campionato e le determinazioni, nei limiti di competenza della Lega Serie A, riguardanti l’ordinamento dei campionati e i relativi meccanismi di promozione e retrocessione

Inoltre, sempre secondo quanto stabilito dallo Statuto in vigore, è necessario il voto favorevole di tre quarti delle società, pari a 15 su 20, per «la determinazione dei criteri di ripartizione delle risorse economiche relative alla commercializzazione dei diritti audiovisivi collettivi». Il campionato di Serie A è sempre più a maggioranza straniero e, come si vede, non influisce solamente a livello di immagine, ma può determinare un nuovo peso politico e istituzionale sia in Assemblea di Lega che di conseguenza nel panorama calcistico italiano.

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