Calcionews24
·26 de março de 2026
Coppa d’Africa, dopo il ricorso al TAS il Senegal prepara anche i festeggiamenti!

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Il Senegal non intende fermarsi nella battaglia legale seguita alla clamorosa decisione della CAF di assegnare al Marocco la vittoria a tavolino nella finale di Coppa d’Africa 2025. Dopo il verdetto del 17 marzo, con cui la CAF Appeal Board ha trasformato l’1-0 ottenuto sul campo dai Leoni della Teranga in un 3-0 amministrativo per il Marocco, la federazione senegalese ha presentato ricorso al TAS/CAS. La stessa CAF ha confermato ufficialmente la decisione del proprio organo d’appello, mentre il TAS ha registrato l’appello del Senegal e ha chiarito che verrà nominato un collegio arbitrale, seguito poi dalla definizione del calendario procedurale.
Secondo quanto comunicato dal TAS, il procedimento seguirà i passaggi ordinari: dopo la registrazione dell’appello, verrà costituito il collegio arbitrale e saranno poi fissate le scadenze per memorie e repliche. Al momento, però, non è ancora possibile stabilire una data per l’udienza o prevedere quando arriverà una decisione definitiva, anche perché la federazione senegalese ha chiesto una sospensione dei termini in attesa delle motivazioni complete della sentenza CAF. La linea del Senegal è molto dura: il presidente federale Abdoulaye Fall ha definito la vicenda una battaglia morale e giuridica, sostenendo che il titolo conquistato sul campo non possa essere cancellato per via amministrativa.
Intanto il Senegal va avanti anche sul piano simbolico e mediatico. La federazione ha infatti confermato la volontà di celebrare comunque il trofeo sabato 28 marzo, in occasione dell’amichevole contro il Perù allo Stade de France di Parigi. L’incontro è regolarmente in programma nello stadio francese e varie fonti riferiscono che la serata sarà accompagnata da una grande celebrazione davanti a decine di migliaia di spettatori, con l’esposizione del trofeo conquistato sul terreno di gioco. In attesa del giudizio del TAS, il messaggio del Senegal è quindi chiaro: sul piano sportivo e identitario, i campioni d’Africa restano loro.









































