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·02 de janeiro de 2026
CorSport – Mercato Napoli, da Lucca a Lang: come cambiano le strategie degli azzurri

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Cambia tutto, all’improvviso ma non troppo. Il Napoli s’è avvicinato al mercato invernale con l’idea di inserire un centrocampista, alla luce degli infortuni di Anguissa e Gilmour, e magari un terzino destro alle spalle di Di Lorenzo, ma con l’arrivo di gennaio ha riveduto e corretto le strategie. Il ritorno di Frank e Billy s’avvicina e l’incertezza legata al futuro di Lucca e ai tempi di rientro di Lukaku, oltre all’evoluzione degli scenari relativi a Lang, hanno costretto a rimodulare i piani: e così, prende gradualmente forma la necessità di intervenire sul settore offensivo. Ma tutto dipende inevitabilmente dalle uscite: sia perché il ds Manna ha l’obbligo di condurre un mercato a saldo zero, pareggiando i conti e i costi tra ingressi e cessioni; sia perché la scelta dei ruoli da rinforzare non può prescindere dai vuoti che saranno creati da chi andrà via. La lista degli uomini in partenza è sempre più chiara: Marianucci, Mazzocchi, Ambrosino e Vergara inseguono spazio e minuti e i rispettivi agenti sono in azione da tempo. Poi, dicevamo, i pezzi forti: Lucca e Lang, 63 milioni in due, acquistati in estate ma non più certi di concludere la stagione con il Napoli dopo quattro mesi. Sia chiaro: non si tratta di storie già definite, ma sono questioni in fieri, aperte a ogni tipo di finale. Da tripla: possono proseguire o anche partire. Non esistono certezze al momento. L’unica è che il Napoli non ha alcuna intenzione di indebolire la squadra dopo la sessione di gennaio come accadde un anno fa dopo la cessione di Kvaratskhelia, e anzi l’obiettivo dichiarato è di provare a rinforzarla. E ciò significa che alle eventuali cessioni di Lucca e Lang corrisponderebbero altrettanti ingressi di livello.
Le limitazioni operative, e dunque la necessità di muoversi entro i confini del saldo zero, complicano tutto: non c’è massima libertà d’azione e non esistono operazioni con formule diverse dal prestito secco e con stipendi più pesanti senza cessioni più nobili. Semplice. Cioè non proprio. Ma la precisazione è obbligatoria e spiega il perché dell’incertezza strategica del momento: il Napoli, pur aspettandosi di più da entrambi, non ha deciso a priori di vendere Lucca o Lang, e tra l’altro per chiudere il cerchio dovrà anche capire le intenzioni dei due calciatori; ma se si creeranno i presupposti di soddisfare le esigenze di tutti e di portare a casa sostituti all’altezza, allora ci penserà.
Ieri, tra l’altro, dalla Turchia è tornato in auge un vecchio partner di mercato: il Galatasaray. Dopo la trattativa estiva per Osimhen, estenuante ma conclusa con il brindisi, sembra che Lang sia stato proposto al Gala dagli agenti. Noa è stato acquistato a luglio dal Psv Eindhoven per 25 milioni più 3 di bonus e ovviamente ha valori e parametri importanti. Dal 22 novembre ha acquisito più minuti e anche presenze dall’inizio, ma poi da Riyadh in poi è sempre partito dalla panchina. Insomma, sale e scende. Non è partita bene anche l’avventura di Lucca, investimento da 35 milioni finito ai margini dopo l’arrivo di Hojlund: ci pensano in tanti, l’agente ne ha parlato anche con Juve e West Ham, che poi ha virato su Castellanos (riaprendo spiragli Lazio). La strada di uno scambio con la Roma con Dovbyk, al momento, non è percorribile. Marianucci si avvicina alla Cremonese, Vergara piace a Lecce e Cagliari, Mazzocchi al Sassuolo e Ambrosino a Venezia, Pisa e Cagliari.
Carlo Gioia









































