Juventusnews24
·06 de junho de 2026
Cortés verso la Juventus Women: chi è e come gioca il tecnico campione d’Europa col Barcellona

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La Juventus Women è vicina a una svolta radicale: Lluís Cortés ha staccato gli altri candidati ed è ormai a un passo dalla panchina bianconera. Prima dell’ufficialità restano da espletare alcuni passaggi burocratici, dato che lo spagnolo deve liberarsi dal contratto che lo lega alla nazionale dell’Arabia Saudita fino al 2027. Da Vinovo, tuttavia, filtra forte ottimismo. Cortés, 39 anni, vanta un profilo d’élite: cresciuto calcisticamente nel Barcellona, ha conquistato lo storico Treble nel 2020/21 (Champions League, Liga, Copa della Regina), venendo eletto miglior allenatore dell’anno dalla UEFA. Successivamente ha guidato l’Ucraina prima dell’esperienza mediorientale. Descritto come un tecnico propenso al dialogo ma capace di farsi rispettare, accetterebbe anche un ridimensionamento economico pur di tornare in Europa e in Champions.
La scelta di Cortés si discosta nettamente dall’estremo pragmatismo di Max Canzi, destinato al ruolo di direttore del settore giovanile del Cagliari. Con l’allenatore catalano, la Juventus intende proporre un calcio d’attrazione, utile anche per sedurre profili internazionali sul mercato:
L’avvicendamento punta a sanare la scollatura comunicativa e la mancanza di convinzione tattica emerse nell’ultima stagione tra lo staff e le calciatrici. Per evitare nuovi cortocircuiti e gettare un ponte relazionale più empatico con la squadra, la società valuta l’inserimento di una vice donna all’interno dello staff tecnico, ricalcando l’esperimento già fatto in Primavera.
Essendo un allenatore flessibile e non un integralista puro, Cortés saprà adattare le proprie idee alla rosa, ma la Juventus dovrà comunque varare un mercato corposo e di qualità. Per attuare questa filosofia posizionale si renderanno necessari innesti mirati: una centrale difensiva mancina per avviare la manovra, esterni offensivi e bassi di alto livello e un play di ruolo qualora si concretizzasse l’addio di Walti. Ma anche l’attacco è da rinforzare.







































