Criscitiello: «Colpa di Elkann, non sa di calcio e non imparerà in 10 anni. Solo Andrea Agnelli ne capiva» | OneFootball

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·18 de maio de 2026

Criscitiello: «Colpa di Elkann, non sa di calcio e non imparerà in 10 anni. Solo Andrea Agnelli ne capiva»

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Criscitiello: «Colpa di Elkann, non sa di calcio e non imparerà in 10 anni. Solo Andrea Agnelli ne capiva». Le riflessioni del giornalista

Su Sportitalia.com Michele Criscitiello cerca di individuare responsabili e responsabilità del fallimento Champions da parte della Juventus.


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«Possiamo dare la colpa a Spalletti, certo. Ha le sue responsabilità. Uno come lui non può fallire, dopo lo scudetto a Napoli, sia con la Nazionale che con la Juventus. Motta e Tudor se la ridono ma Luciano doveva portare a casa almeno il minimo sindacabile.

La colpa vera, però, quella è sempre dei calciatori. In campo vanno loro (purtroppo per i tifosi). Tanti direttori, troppi, molta confusione nell’organizzazione e troppe teste pensanti che insieme vanno in corto circuito. Fin qui tutto abbastanza comprensibile.

GUERRA IN FAMIGLIA – «C’è un però… Però la colpa è di John Elkann. Uomo di affari, di finanza, intelligenza superiore a noi comuni mortali ma il calcio è un altro film. Si, il vero disastro lo ha fatto lui e sta portando la Juventus dove l’aveva lasciata prima della successione di Andrea Agnelli. Cugini nemici, non come quelli di campagna, una lotta familiare che alla fine fa solo il male della società. Andrea Agnelli era l’unico che poteva portare avanti il calcio a Torino. Per il cognome, quello storico, e perché in famiglia è l’unico ad amare questo sport e questo mondo. Le competenze le ha acquisite con il tempo e se ti chiami Agnelli e studi un po’ il calcio (se lo ami) o sei tutto stupido o saprai investire bene il denaro. Anche lui ha commesso i suoi errori sul finale di ciclo ci mancherebbe; non parliamo di un alieno ma di un dirigente bravo e competente. La forza di John, però, è maggiore a quella di Andrea. Un cugino ha tolto il giocattolo all’altro, poi se l’è ripreso ma se non sai fare calcio non impari neanche in 10 anni».

MERCATO SBAGLIATO – «Elkann è tornato e ha sbagliato. Come accadde al primo giro di giostra. Uno che prende Comolli, esperienza italiana zero con la presunzione che gli algoritmi valgano più dell’occhio umano, non merita di andare in Champions League. Sessioni di mercato disastrose. Soldi buttati per calciatori inadeguati al progetto. E sul finale perdere la Champions con squadre già salve o retrocesse è una follia che non ti puoi permettere. Serve un’altra rivoluzione ma ogni anno non si può andare avanti così. Comolli è il primo a dover andare via. (…) Questa Juventus è pessima. John deve esserne consapevole. Spalletti ha le sue colpe ma deve restare. Con dirigenti validi, anche se pure lui si deve dare una sveglia. La fattoria è bella ma se noi dai da mangiare agli animali prima o poi li perdi».

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