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·31 de janeiro de 2026

D’Agostino si racconta: “Trigoria fu un trauma, Bruno Conti decisivo per me”

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Le parole degli ex spesso aiutano a rileggere il passato con maggiore lucidità, soprattutto quando raccontano percorsi di crescita umana prima ancora che sportiva. È il caso di Gaetano D’Agostino, che torna a parlare della sua esperienza alla Roma, tra difficoltà iniziali e figure decisive incontrate lungo il cammino.

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l’ex centrocampista ha ricordato l’impatto tutt’altro che semplice con l’ambiente giallorosso. Ecco le sue parole:


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D’Agostino, partiamo dall’inizio. A 12 anni passò alla Roma, un bel salto. Ricordi dei primi giorni?

”Fu un trauma. Trigoria è una città e a me sembrava tutto enorme. A un certo punto scappai, volevo mollare tutto. Chiamai Bruno Conti e gli dissi ‘non ce la faccio, voglio andare via’”.

E lui?

”Lui mi prese e mi portò a casa sua. Sono stato otto mesi lì. Vivevo con i suoi figli, Andrea e Daniele, anche loro giocavano alla Roma. È stato come un padre. Gli devo veramente tutto”.

In giallorosso fece tutta la trafila, fino all’esordio con Capello.

”Un’emozione unica. Ho realizzato il sogno di quel bambino partito da Palermo con uno zaino e tante aspettative. Capello era un sergente di ferro: parlava pochissimo ma guardava tutto”.

Quello era uno spogliatoio di campioni. Chi la impressionò di più?

”Su tutti dico Aldair, era incredibile. Gli bastava uno sguardo per farti rigare dritto. Glielo dico ancora oggi quando lo vedo: ‘Pluto, sei il mio idolo’. Lo rispetto tantissimo, una volta in allenamento gli feci un tunnel con un velo e quasi mi sentivo in colpa”.

Nel 2004 una stagione tribolata. Quattro allenatori, tra cui Gigi Delneri.

”Discutemmo, perché non mi sentivo capito. Io presi i fischi dell’Olimpico e mi fecero male. Il pubblico era arrabbiato con la squadra. Io dopo una sconfitta andai da Delneri e lo affrontai: ‘Mister, io non sono un esterno. Non riesco a esprimermi’. Ma lui non cambiò la sua idea e io chiesi la cessione”.

In chiusura, facciamo un salto nel presente. Cosa fa oggi D’Agostino?

”Collaboro con la Roma Under 18, dove curo il perfezionamento tecnico dei ragazzi. E poi ho la mia accademia. È importante spiegare ai giovani gli errori da non rifare e dargli una chiave per leggere le situazioni al meglio”.

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