Inter News 24
·19 de março de 2026
D’Agostino sul futuro di Stankovic: «Perché l’Inter dovrebbe rivenderlo? Se Chivu cambia modulo…»

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·19 de março de 2026

Durante la trasmissione Le Foot Toujours, l’ex centrocampista Gaetano D’Agostino ha analizzato le possibili mosse di mercato dell’Inter, partendo dalla gestione dei giovani talenti e degli esuberi tattici. Un punto fermo riguarda il rientro del giovane portiere figlio d’arte: «Stankovic? Sta facendo bene, perché dovrebbe rivenderlo? Per come sta facendo Stankovic lo devi per forza ricomprare». Secondo l’opinionista, il club non può fare affidamento solo sulla bravura di Marotta nel trovare parametri zero, ma deve valorizzare i propri asset.
D’Agostino ha poi lanciato una provocazione sulla gestione di un big della mediana: «Per me il centrocampo va riassortito nelle caratteristiche: io allontanerei, in maniera più elegante, Frattesi perché Chivu non lo vede bene. Nello scacchiere non mi sembra nei pensieri di Chivu». Una riflessione che accende il dibattito sulla compatibilità del centrocampista azzurro con i principi di gioco dell’allenatore rumeno, che sembra preferire profili con caratteristiche diverse per la sua idea di calcio.
L’analisi si è poi spostata sul modulo, con un suggerimento tattico per aumentare l’imprevedibilità offensiva dei nerazzurri. «Spero di vedere l’Inter con un assetto tattico diverso», ha auspicato D’Agostino, sottolineando come la posizione di Dimarco sia ormai quella di un attaccante aggiunto: «Avendo la copertura del braccetto, spinge e diventa l’esterno d’attacco, con queste statistiche è dura portarlo terzino in una difesa a 4».
La proposta per il salto di qualità definitivo è il passaggio a un sistema più dinamico che preveda l’inserimento di un giocatore con le caratteristiche di Ademola Lookman: «Un 3-4-2-1 con il Lookman di turno darebbe un po’ di imprevedibilità all’Inter, mi piacerebbe vedere un Lookman nell’Inter e non andare sempre e solo per principi». Un’indicazione chiara per la dirigenza: servono strappi e dribbling per rendere l’Inter di Cristian Chivu ancora più letale e meno prevedibile per le difese avversarie.
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