Calcio e Finanza
·08 de julho de 2026
Dal mercato al dossier nuovo stadio: i poteri di Calvelli come AD del Milan

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·08 de julho de 2026

Massimo Calvelli è entrato pienamente nella governance operativa del Milan. Il manager, già consigliere del club rossonero dal novembre 2025, è stato nominato amministratore delegato nei giorni scorsi, andando così a completare il quadro dirigenziale della società guidata dalla RedBird di Gerry Cardinale. Calvelli – con un passato da CEO dell’ATP – ha rilevato il ruolo che fino alla fine di maggio è stato di Giorgio Furlani, allontanato insieme a Igli Tare e Massimiliano Allegri a seguito dei risultati fallimentari della passata stagione.
Nell’ambito della riunione del CdA che ha portato alla nomina, secondo quanto emerge da documenti ufficiali consultati da Calcio e Finanza, sono state definite nel dettaglio le deleghe attribuite a Calvelli, che avrà poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione per il compimento degli atti necessari o utili al buon andamento della società, entro i limiti di importo stabiliti e nel rispetto delle materie riservate al consiglio di amministrazione.
La prima area di deleghe riguarda i poteri esercitabili a firma singola. In questo caso, il limite previsto è di 50 milioni di euro lordi per ciascuna operazione.
Tra questi poteri rientrano la rappresentanza generale della società nei rapporti con enti e autorità nazionali e internazionali, oltre alla rappresentanza davanti ad autorità giudiziarie, arbitrali e tribunali sportivi, in Italia, all’estero o in sede sovranazionale. Calvelli potrà promuovere azioni, resistere in giudizio, proporre ricorsi, transigere controversie, conferire procure alle liti e costituirsi parte civile nei procedimenti penali.
Le deleghe affidate all’amministratore delegato coprono anche l’organizzazione interna del Milan. Calvelli potrà definire le strutture funzionali della società e delle controllate, nel quadro delle linee generali stabilite dal consiglio, coordinare la struttura organizzativa e dirigere le funzioni aziendali.
Il nuovo AD avrà inoltre il compito di dare attuazione alle strategie aziendali e alle delibere del consiglio di amministrazione, oltre a sovrintendere e coordinare l’intera gestione operativa della società, con poteri organizzativi e gerarchici sul personale e sulle strutture. Sul fronte delle risorse umane, potrà assumere, sospendere e licenziare personale, anche dirigente, fissare retribuzioni, qualifiche, funzioni e mansioni, esercitare il potere disciplinare e definire le indennità spettanti alla cessazione del rapporto di lavoro.
Un capitolo rilevante riguarda le relazioni istituzionali e sportive. Calvelli potrà curare i rapporti con Lega Serie A, CONI, FIGC, LNP, UEFA, ECA, FIFA e ogni altro ente di governo o associazione sportiva nazionale e internazionale, comprese le pubbliche amministrazioni. In questo ambito rientrano anche la negoziazione dei diritti tv e dei diritti commerciali centralizzati, per quanto di competenza del Milan, nonché la possibilità di compiere gli atti necessari per ottenere licenze, concessioni e autorizzazioni.
Tra le deleghe figurano anche business, marketing e immagine del club. Calvelli potrà curare lo sviluppo del business e delle relazioni con altre entità del settore calcistico, promuovendo l’attività della società presso organismi, network e canali di promozione e vendita.
L’amministratore delegato sarà inoltre responsabile del raggiungimento degli obiettivi commerciali nell’ambito degli indirizzi e dei budget approvati dal consiglio di amministrazione. Avrà anche la gestione dei rapporti con sponsor, fornitori e partner commerciali, sia per i contratti già in essere sia per nuovi progetti.
Particolarmente significativa, in ottica sportiva, è la parte relativa alle operazioni di mercato. Calvelli potrà gestire i rapporti con gli agenti dei giocatori ed essere il referente formale dei responsabili di ogni linea di business e di ogni operazione calcistica della società, compresi eventuali direttori sportivi, direttori tecnici o capi allenatori.
Le deleghe comprendono la possibilità di negoziare, stipulare, modificare, risolvere, trasferire o acquisire accordi relativi all’attività della società, in Italia e all’estero. Tra questi rientrano esplicitamente gli accordi di acquisizione o cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori, compresi quelli del settore giovanile, sia a titolo definitivo sia temporaneo, con o senza diritto o obbligo di riscatto.
Il primo limite economico rilevante è quello previsto per i poteri a firma singola: Calvelli può agire autonomamente per ciascuna operazione entro il tetto di 50 milioni di euro lordi. Questo significa che, nel perimetro delle deleghe attribuitegli, l’amministratore delegato può firmare operazioni di mercato fino a quella soglia senza necessità di firma congiunta. Per definire il limite di spesa, nel caso dei contratti relativi ai calciatori si considerano gli impegni di pagamento previsti, anche se eventuali e differiti, ma non vengono inclusi gli impegni di spesa assunti nei confronti del calciatore, cioè gli ingaggi, né gli importi dovuti ad agenti o consulenti coinvolti nella conclusione dell’operazione.
In altre parole, per verificare se Calvelli può firmare autonomamente un trasferimento, il riferimento è il valore del cartellino e degli impegni verso il club cedente, comprese eventuali componenti differite o condizionate, mentre restano fuori dal calcolo stipendio del giocatore e commissioni ad agenti o consulenti. È un passaggio rilevante perché distingue il costo complessivo dell’operazione per il club dal valore utilizzato per determinare il potere di firma dell’amministratore delegato.
Per le operazioni di importo superiore è previsto un secondo livello autorizzativo. Gli atti e le operazioni di valore unitario compreso tra 50 milioni e 100 milioni di euro lordi possono essere firmati da Calvelli solo congiuntamente con il presidente Paolo Scaroni oppure con Gerry Cardinale. Anche in questa fascia rientrano gli accordi per l’acquisizione o il trasferimento dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori, sempre definitivi o temporanei, con o senza diritto o obbligo di riscatto.
Nel perimetro dei poteri assegnati a Massimo Calvelli rientra anche il dossier stadio, uno dei capitoli più rilevanti per il futuro economico e strategico del Milan. All’amministratore delegato è attribuita la facoltà di curare i rapporti con eventuali autorità e amministrazioni nazionali, regionali, provinciali e comunali, oltre che con altre società o persone giuridiche, anche partecipate dal club.
La delega riguarda, in particolare, tutte le operazioni e le pratiche relative al progetto del nuovo stadio di proprietà al quale il club rossonero sta lavorando ormai da tempo insieme all’Inter. Il passaggio è significativo perché conferma il ruolo operativo dell’AD su un dossier centrale per la crescita dei ricavi del club. La partita stadio, infatti, resta uno dei principali snodi per aumentare i proventi da matchday, hospitality, eventi e attività commerciali collegate all’impianto. In questo quadro, Calvelli potrà seguire le interlocuzioni istituzionali e societarie necessarie allo sviluppo del progetto, ma sempre all’interno del perimetro definito dal vertice del club.
In chiusura, va segnalato che Calvelli avrà poteri anche sulle operazioni bancarie per l’ordinaria amministrazione: apertura e chiusura di conti correnti, richiesta di libretti assegni, emissione e girata di assegni, utilizzo di fidi, disposizioni di pagamento, prelievi, accrediti e sottoscrizione di fideiussioni e garanzie.
Potrà inoltre individuare potenziali fonti di finanziamento, condurre campagne di raccolta di capitali e gestire i rapporti con le relative entità. Per alcune operazioni di natura finanziaria è però prevista la firma congiunta con il Direttore finanziario Stefano Cocirio: il limite riguarda atti e operazioni di valore unitario compreso tra 5 milioni e 20 milioni di euro lordi.







































