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·20 de abril de 2026

De Laurentiis: «Nessuno meglio di Malagò per il calcio italiano. Anche se è romanista…»

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De Laurentiis: «Nessuno meglio di Malagò per il calcio italiano. Anche se è romanista…». Le dichiarazioni del presidente del Napoli

margine dell’assemblea dei club presso la sede della Lega Serie A a Milano, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha rilasciato dichiarazioni pesanti sul futuro del sistema calcistico nazionale. Il numero uno azzurro ha ribadito con forza il proprio sostegno alla candidatura di Giovanni Malagò per la guida del calcio italiano, esaltandone le doti manageriali:


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«Stavo partendo per Los Angeles, ho chiamato Malagò e gli ho detto ‘guarda che tu devi prendere in mano la situazione del calcio italiano perché non c’è nessuno meglio di te. Sei un imprenditore, sei stato al Coni, hai creato il circolo più importante d’Europa, hai venduto Ferrari, Rolls Royce, Maserati a tutto il mondo. L’unico difetto è che sei innamorato della Roma, ma pazienza, sopporteremo anche questo. Noi siamo anche stanchi di essere portati per mano da persone che interpretano i ruoli istituzionali per avere un proprio prestigio. Questo non va bene, perché nella vita io dico sempre che la cosa più importante è lavorare, ma per poter lavorare bisogna sapere. Allora nessuno più di un imprenditore che fa impresa e che non fa presa può aggiustare le cose che non funzionano. Quindi il signor Malagò per me dal mio punto di vista è benvenuto».

De Laurentiis ha poi espresso il suo dissenso rispetto alla possibile alternativa rappresentata da Giancarlo Abete, pur mantenendo i toni del rispetto personale:

«Abete è un carissimo amico, è un signore che io rispetto, il fratello è socio in una delle mie società. Però non è la persona adatta a fare questo lavoro, dal mio punto di vista. Poi magari lui si risentirà di queste mie affermazioni, ma siamo abituati nella vita a esprimere il proprio pensiero in democrazia».

Infine, il patron del Napoli ha lanciato un duro atto d’accusa contro l’immobilismo delle istituzioni, richiamando le sue storiche battaglie per la modernizzazione del settore:

«Il calcio in Italia va veramente rifondato. Mi prendono per visionario, io sono arrivato dal cinema nel 2004, ma dal 2004 ho sempre rotto le scatole a tutti dicendo guardate che è tutto vecchio, guardate che i bambini non guarderanno più il calcio, guardate che stiamo sbagliando tutto. Però nessuno ti ascolta, perché ognuno è attaccato con il sedere fortemente incollato alla propria poltrona. E non gli si stacca, non c’è niente da fare. Conte ct? Ho già espresso il mio pensiero da Los Angeles su questo…»

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