Calcionews24
·20 de fevereiro de 2026
De Sciglio si sfoga dopo il trasferimento saltato all’Hradec Králové: «Mi hanno gravemente mancato di rispetto! I test erano positivi, poi d’improvviso…»

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Il trasferimento di Mattia De Sciglio, esperto difensore italiano, all’Hradec Králové è definitivamente saltato. L’ex calciatore della Juventus ha affidato ai social network un lungo sfogo per difendere la propria integrità fisica e la totale professionalità, smentendo categoricamente le recenti voci sui test medici falliti. Il terzino lombardo ha precisato di aver superato brillantemente tutte le visite di rito, ma il club ceco ha inaspettatamente interrotto le trattative ritenendolo non pronto per un impiego immediato, un epilogo che ha lasciato molta amarezza e stupore.
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IL MESSAGGIO – «In merito a quanto recentemente accaduto con l’FC Hradec Králové, ritengo doveroso intervenire per tutelare la mia immagine professionale e la piena integrità delle mie condizioni fisiche, che sono certificate con insistenza dai referti medici ufficiali. Sono stato contattato con insistenza dal club e, nel corso delle settimane successive, ho ricevuto più versioni del contratto, spesso incomplete o con dettagli da integrare. Nonostante ciò, ho sempre mantenuto massima disponibilità e professionalità.
Mi sono sottoposto a tutte le visite mediche richieste, superandole con esito positivo, oltre a ulteriori controlli approfonditi. Ho trascorso tre giorni in Repubblica Ceca e svolto due allenamenti completi con la squadra, lavorando regolarmente e senza alcuna limitazione.In modo del tutto inatteso, mi è stato successivamente comunicato che non sarei stato ritenuto “di aiuto immediato”. Una valutazione che sorprende, soprattutto alla luce delle settimane di confronto, delle verifiche effettuate e dell’idoneità medica accertata.
Respingo con assoluta fermezza qualsiasi riferimento o insinuazione relativa ai test medici: i fatti sono oggettivi e documentabili.Il rispetto reciproco, la trasparenza e la correttezza dovrebbero rappresentare la base di ogni rapporto professionale. Quanto accaduto non rispecchia tali principi. Mi auguro che situazioni simili non si ripetano, né nei miei confronti né verso altri professionisti. Perché ognuno ha diritto di lavorare secondo le proprie possibilità in un contesto di serietà, educazione e rispetto».
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