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·08 de abril de 2026

Dossier Gravina, l’ex presidente della FIGC passa al contrattacco! Cosa emerge

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Dossier Gravina, in seguito alle dimissioni da presidente della FIGC, pubblica un documento che avrebbe dovuto presentare in Parlamento

A una settimana dalla cocente eliminazione della Nazionale Italiana dal Mondiale 2026, il presidente dimissionario della FIGC, Gabriele Gravina, ha deciso di rispondere pubblicamente alle aspre critiche provenienti dal mondo della politica e dello sport. L’ex dirigente, deluso dalla cancellazione di un confronto istituzionale, ha pubblicato un documento ufficiale con il quale chiarisce la sua posizione e presenta le sue proposte per il futuro del calcio italiano.

Le dimissioni e la mancata audizione

Gabriele Gravina ha esposto il suo disappunto in merito alla mancata audizione con la VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati, prevista per il giorno successivo alla sua rinuncia alla carica di presidente della FIGC. Come sottolineato dallo stesso Gravina: «Il giorno seguente la mancata qualificazione della Nazionale italiana al Mondiale 2026, la VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati ha chiesto, e prontamente ottenuto, la mia disponibilità per un’audizione sullo stato di salute del calcio italiano. Confronto auspicato e condiviso, almeno nelle poche ore in cui è rimasto in agenda, sia dalle forze parlamentari di maggioranza sia da quelle di minoranza. Perché, purtroppo, è stato cancellato il giorno successivo, pochi istanti dopo aver rassegnato le mie dimissioni dalla carica di presidente della FIGC, come se i problemi del movimento calcistico fossero conseguentemente risolti».


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Il piano di riforme per il calcio italiano

Gravina ha poi deciso di fare chiarezza e pubblicare la relazione preparata per l’audizione, sperando che potesse stimolare una riflessione profonda sulle reali necessità del calcio italiano. «Siccome ritengo corretto non sottrarmi al dibattito e, perché no, anche alla critica, ho deciso di pubblicare lo stesso la relazione predisposta per l’audizione. Con l’auspicio che sia da stimolo per una riflessione e per un opportuno approfondimento anche per coloro che, nei giorni scorsi, hanno voluto aggiungere la propria opinione al già affollatissimo partito di chi ritiene di avere la ‘soluzione in tasca’».

Il piano presentato da Gravina si concentra su dieci punti fondamentali per il rilancio del calcio tricolore. Tra le proposte più rilevanti c’è il diritto alla scommessa, che mira a generare fondi per il potenziamento dei settori giovanili e delle infrastrutture. In particolare, è stato chiesto l’introduzione di un credito d’imposta per incentivare gli investimenti sui talenti Under 23, e il ripristino del regime agevolato per i tesserati, per dare respiro immediato all’industria calcistica.

Le sfide future per il movimento calcistico

Il piano di riforma include anche la rimozione del divieto di pubblicità per le agenzie di betting e invoca un forte intervento statale nella costruzione di nuovi stadi. Una proposta che mira a ridare competitività al calcio italiano. Inoltre, Gravina sottolinea la necessità di riconoscere lo status di impresa sociale per le federazioni sportive e sollecita un rifinanziamento urgente per il movimento femminile.

Sul piano tecnico, il presidente dimissionario ha evidenziato l’urgenza di una riorganizzazione radicale del settore arbitrale e una revisione dei campionati professionistici, con l’obiettivo di ridare valore alla formazione dei giovani e risollevare il calcio italiano.

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