Cagliarinews24
·19 de abril de 2026
Elezioni FIGC: Malagò e gli incontri con Lega Serie A e altre componenti! Gli aggiornamenti

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La corsa alla presidenza della FIGC entra davvero nel vivo e il nome di Giovanni Malagò resta al centro di una fase politica delicatissima per il futuro del calcio italiano. Dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, l’Assemblea Straordinaria Elettiva è stata fissata ufficialmente per il 22 giugno 2026 a Roma. In questo scenario, la candidatura di Malagò ha già raccolto un sostegno molto ampio in Serie A: i club favorevoli sono diventati 19 su 20, con la sola Lazio rimasta fuori dall’appoggio espresso dalla Lega.
Il quadro politico, dunque, si sta delineando con maggiore chiarezza proprio mentre iniziano i confronti con le varie componenti del sistema calcio. Il passaggio più importante delle prossime ore riguarda infatti i contatti istituzionali che dovranno misurare il consenso reale attorno al progetto del candidato sostenuto dalla massima serie.
A tracciare pubblicamente la linea della massima serie è stato Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Serie A, già intervenuto dopo le dimissioni di Gravina per sottolineare la necessità di rafforzare governance, riforme e competitività del sistema.
Il percorso di Malagò non si ferma però all’asse con la Serie A. Sono indicati come componenti chiave del sistema federale anche Paolo Bedin per la Lega Serie B, Umberto Calcagno per l’Associazione Italiana Calciatori e Renzo Ulivieri per l’Associazione Italiana Allenatori Calcio. Sono proprio questi i soggetti con cui il candidato dovrà confrontarsi in una fase che non sarà soltanto elettorale, ma anche programmatica.
Il calendario dei summit, dunque, ha un peso strategico evidente: non basterà il sostegno dei club di vertice per blindare la corsa alla presidenza, perché il sistema FIGC si regge su equilibri più ampi tra leghe e associazioni. Per questo le prossime giornate possono incidere in modo decisivo sulla definizione dei rapporti di forza.
La sensazione è che si sia entrati nella fase più delicata e concreta del dopo-Gravina. La candidatura di Malagò parte da una base forte, ma dovrà ora trasformare il consenso della Serie A in una maggioranza più larga e strutturata. Il voto del 22 giugno 2026 non assegnerà soltanto una carica: deciderà la direzione politica, tecnica e istituzionale del calcio italiano dopo settimane di forti tensioni e richieste di cambiamento! Ecco perché il lavoro diplomatico che sta per partire vale già come primo vero banco di prova della sua corsa federale.
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