En-Nesyri alla Juve, Lopetegui lo racconta: «Ottimo acquisto, Spalletti saprà quali tasti toccare per farlo crescere ulteriormente» | OneFootball

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·24 de janeiro de 2026

En-Nesyri alla Juve, Lopetegui lo racconta: «Ottimo acquisto, Spalletti saprà quali tasti toccare per farlo crescere ulteriormente»

Imagem do artigo:En-Nesyri alla Juve, Lopetegui lo racconta: «Ottimo acquisto, Spalletti saprà quali tasti toccare per farlo crescere ulteriormente»

En-Nesyri alla Juve, Julen Lopetegui – allenato da lui al Siviglia – si è espresso così sul nuovo arrivo dei bianconeri

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Julen Lopetegui ha parlato così di En-Nesyri, prossimo colpo della Juve. Le sue parole.


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L’ACQUISTO – «Per me, ottimo. Il margine di crescita e le caratteristiche tecniche e umane faciliteranno il suo adattamento al calcio italiano. E poi ha qualità».

TEMPI DEL SIVIGLIA – «Noi lo prendemmo al Siviglia dal Leganes. Eravamo una squadra molto aggressiva senza palla, facevamo un pressing altissimo e lui ci sembrava perfetto perché aveva ritmo e intensità bestiali. Non ci siamo sbagliati, e abbiamo scoperto altre qualità: è un attaccante aggressivo che lavora tantissimo per la squadra. Si rivelò perfetto per la nostra idea di pressione nella trequarti avversaria. E poi nel gioco aereo ha un timing preciso, sui cross dalle fasce attacca la palla in maniera coraggiosa e potente. E da ultimo va aggiunto che è molto rapido: nelle transizioni può essere sfruttato a meraviglia a campo aperto perché è forte e tecnico. Noi lavorammo per cercare di ordinare la sua innata ed esplosiva energia, al tempo selvaggia».OLTRE IL CALCIATORE – «Fenomenale. Tranquillo, posato, bravissima persona, molto riservato e religioso. Rispetta alla lettera tutti i dettami legati al proprio culto, a cominciare dal ramadan. Bisogna essere molto rispettosi con lui in questo senso. Io per comunicare con Youssef nella maniera migliore e cercare di fargli arrivare il mio messaggio in modo adeguato mi appoggiavo tanto a Bounou, il portiere marocchino. Yassine gli faceva un po’ da padre e mi ha aiutato moltissimo con lui. Ma le parlo di 6 anni fa, al tempo aveva 22 anni. Dopo tanti anni tra Siviglia, Fenerbahce e Marocco parliamo di un’altra persona a livello di maturazione, e di un altro calciatore».

L’IMPATTO CON LA SERIE A – «L’Italia è molto meglio della Turchia per lui. Prima di tutto per la lingua. Parla perfettamente spagnolo e capirà tutto, e per una persona riservata come lui la cosa è molto importante, sarà decisamente più a suo agio. Poi è chiaro, il passaggio è grosso, la Juventus non è un club qualsiasi e su di lui ci saranno aspettative importanti».

SPALLETTI – «Lo spero, perché io a Youssef sono molto affezionato e mi auguro sempre il meglio per lui. Spalletti saprà che tasti toccare per farlo crescere ulteriormente, perché per me può farlo. Poi è chiaro, bisogna vedere come reagirà a un livello di esigenza che è altissimo, non c’è paragone con la Turchia. Per me ha le spalle sufficientemente larghe per reggere la pressione, ce la può fare, ma la risposta definitiva la dà sempre il campo».

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