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·08 de janeiro de 2026
🏹 Fabregas: “La gente parli pure, criticavano anche Messi e Maradona! Ricaduta Addai, ok Diego Carlos”

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Cesc Fabregas, tecnico del Como, è intervenuto in conferenza stampa a due giorni dalla sfida contro il Bologna in programma sabato al Sinigaglia. Ecco quanto ripreso da TMW:
Cosa si aspetta dal Bologna? “Secondo me è una grandissima squadra, con un allenatore che mette una grandissima energia. Mi aspetto tanti cambiamenti rispetto a ieri, hanno una squadra preparata anche per l’Europa. Quasi tutti i giocatori allo stesso livello, giocare contro il Bologna è una sfida importante, per come giocano e come ti fanno giocare. Grande test per noi. Il Bologna mi piace molto, anche il mister, Italiano. Poi al di là del risultato, si vince o si perde, ma dal calcio moderno si impara tanto da lui”.
Vorrebbe fare una promessa qualora il Como arrivasse in Europa? “No, non c’è senso di parlare di questo. So che abbiamo una partita molto importante, contro una grandissima squadra ed è l’unica cosa che mi preoccupa. Il resto sono parole che portano il vento. Devi dimostrare di essere superiore in campo”
Il Bologna si ripropone, rispetto al ko del girone d’andata. Come sono cambiate le due squadre? E voi quanto siete cresciuti? “Allora sconfitta meritata, ma non penso che abbiamo fatto una brutta partita. Io valuto la nostra squadra, penso che siamo cresciuti, piano piano i giovani e singoli… tra Nico e Perrone, tutti crescono. Quanto più crescono insieme e quanto più tipo di partite si giocano. In più contesti diversi ci si trova, più si migliora. Ora siamo più maturi e questo è la chiave. Imparare dalle varie tipologie di calcio, quando la squadra sa leggere gli avversari. Così avremo più possibilità di vincere”.
Adesso ci saranno tante partite in casa e lì si rende di più. Ma è più soddisfatto di quanto dato in transferta o in casa? “Si analizza tutto in maniera un po’ diversa. Contro l’Udinese la partita mi è piaciuta molto, abbiamo risolto alcuni problemi. In casa non abbiamo ancora mai perso, davanti la nostra gente. E quanto più completi siamo… però voglio arrivare a giocare bene in entrambe le situazioni. In trasferta tutto il settore ospiti è sempre pieno. Quanto più completo e costante sei, meglio è. Ma ora vedo la squadra in questo momento con fiducia di provare a vincere sempre”.
Crescita di Douvikas esponenziale. Cosa avete visto ai tempi del Celta quando l’avete preso? “Tasos l’anno scorso, quando volevamo portare un attaccante, c’erano tre giocatori. Lo abbiamo preso perché ha sempre fatto gol, dov’è stato. In Spagna si muoveva in maniera diversa, è potente, attacca lo spazio. Si vedeva un potenziale importante in termini di miglioramento. Quando vedi i gol che ha fatto, sono da attaccante puro. Sa capire le difficoltà del difensore, contro chi gioca, sa annusare quando attaccare e quando venire incontro. Il problema quando è arrivato qua è stato più il venire incontro. Perché Hojlund o Lukaku hanno sempre fatto bene? Perché Lautaro è il numero uno in Italia? Perché sanno quello che devono fare quando la palla arriva e ti possono massacrare. Con squadre di blocco basso deve trovare il momento e trovare altre soluzioni. Noi siamo molto contenti con lui perché quando lavori con questi giocatori e poi in campo crescono, per me questo conta tantissimo. È importante”.
TMW – Vi sentite fastidiosi per gli altri? Sentite un po’ la pressione per la posizione in classifica rispetto ad altri che sono venuti a mancare quest’anno e finora. Il vostro status è cambiato? “Noi dobbiamo stare con i piedi a terra e gestire la situazione. Essere chiaro che quando perdi fai male e quando vinci no. Trovare la stabilità anche quando si perde e che quando si vince ti dicano che sei più forte di quello che sei. La stabilità nel calcio, come nella vita, è fondamentale. La mia mentalità è completamente diversa. Quando abbiamo perso a Bologna mi è sembrato che con un po’ di più avremmo potuto anche vincerla noi. Ma quando inizi alti e bassi non va bene. Siamo concentrati sul focus, di quello che vogliamo fare. Che la gente parli, ci dobbiamo abituare. Ho visto gente criticare Messi, Maradona… allora è normale che critichino me e la squadra. Viviamo in uno sport… il più visto e seguito. Tutti abbiamo la nostra opinione e la dobbiamo saper gestire. Noi dobbiamo essere tranquilli, focus su quello che vuole fare e dove vogliamo andare”.
Come sta Diego Carlos? È pronto per partire dal primo minuto? “Diego sta bene. Ma facciamo come sempre. Dossena sta ritornando, Van der Brempt può giocare centrale, poi c’è Kempf. Ramon ha una percezione molto interessante, è fortissimo, deve continuare così. Non ci sarà col Bologna, situazione che dobbiamo gestire al meglio. Non ci sono alibi, siamo chi siamo”.
Lei non guarda la classifica, noi sì e gennaio è il mese decisivo. Ci sono due partite importantissime contro Bologna e Milan… “La classifica si guarda all’ultima giornata (ride, ndr). Vista la partita contro la Roma vi immaginavate che rimanessimo ancora lì? No. E allora piedi per terra, lottiamo con quello che abbiamo. Provando che questo processo graduale va nella maniera giusta. Io credo tantissimo in questo. Non voglio volare o guardare le stelle o sulle nuvole. Focus alla partita di sabato. Ovvio che il sogno di tutti è quello ma il nostro obiettivo è portare stabilità”.
Il Como è tra le squadre che ha subito meno gol in Europa. “Sì, si vede che tutti hanno capito che siamo insieme, si deve essere cattivi quando bisogna esserlo, pratici quando bisogna esserlo. Ancora stiamo provando a migliorare certe cose, come le due palle perse contro l’Udinese. L’altro giorno abbiamo perso alcuni palloni a metà campo contro il Pisa. Ma a livello difensivo la squadra sta crescendo, è vero. Alcune volte mi chiedete perché giochiamo sempre nella stessa maniera, come contro l’Inter. È per questo, per continuare a crescere dentro al percorso. Per essere molto più bravi un giorno e competere nella nostra maniera. Perdere 4-0 con l’Inter, perdere 1-0 con la Roma ti fa essere più forte mentalmente. Penso che questo faccia maturare la squadra molto più velocemente. Siamo una famiglia, possiamo fare grandi cose anche con giocatori piccoli. Quando tutti abbiamo la stessa mentalità e siamo organizzati, si può fare bene anche difensivamente. Comunque meno gol ti fanno, più punti riesci a prendere”.
Il Como è impressionante di partita in partita. Forse solo a Firenze è stata un po’ tirata la vittoria… “Non so se dire di essere sorpreso, è più l’essere soddisfatto e contento di come lavora la squadra. Ovvio che ci fosse sempre quel pensiero, ma c’è molto di più. Ma vedere la squadra giocare, godendo nel vederlo fare, è un’emozione. Quando non abbiamo la palla, tutti devono correre. E anche quando la abbiamo. Impossibile averla sempre, in alcuni momenti non è possibile. Vogliamo essere più completi possibile. La squadra però capisce che non bisogna essere solo belli, ma bisogna vincere duelli, fare sprint, transizione difensiva. È l’intelligenza, il capire il calcio”.
Caqueret: dopo un anno a che punto è la sua crescita? Fatica a tenere più di 60-70 minuti? “Sono innamorato di Caqueret, mi ricorda me, è molto dinamico e vuole sempre giocare in avanti e rompere la linea. Quando mi hanno detto: ‘Ti piace?’, pensavo fosse uno scherzo. Quando giocavo contro di lui era un inferno, l’ho fatto in passato. Per me ha cambiato la nostra stagione l’anno scorso. È il tipico giocare che gli dai la maglia e gli dici di giocare e basta, ma è abituato. Ha giocato anche in Champions. L’altro giorno ha cambiato totalmente la partita. Ci sono diversi contesti, ma l’altro giorno era perfetto: blocco basso, quindi poteva girare e rigirare palla. Poi devo capire altre cose. Contro la Roma e una squadra fisica, con Cristante, magari non è la migliore posizione perché rischia anche tanto. In alcuni momenti ti possono anche pressare bene. Quello che mi piace di più è molto intelligente. In fase difensiva faceva molto fatica, adesso invece è il numero uno. Secondo me lui è sempre fondamentale, se entra o parte dall’inizio, poi non si ferma mai. Dopo la Roma ha avuto un problema al flessore, aveva male anche a inizio partita. Ma lui vuole sempre giocare, poi si è fermato 12 giorni. Adesso è tornato al top”.
E Caqueret che lavoro ha fatto con gli elastici a Pisa? “Reazione da allenatore. Mi ero incazzato per un paio di cose, lui e Moreno hanno iniziato a riscaldarsi e poi abbiamo sistemato un paio di cose”.
Iniesta ha detto che tifa Como. “Spesso sento amici o gente che vuole allenare. Tanti. A me piace molto parlare con tanta gente, sono un po’ pesante in questo. Mi scuso. Ma altre volte mi danno da fare più conversazioni nel post-partita e dovrebbero essere meno”.
Il rapporto con la gente è la sua forza. E anche riguardo ai valori, fa sempre riferimento al progetto. Ma contro l’Udinese ha fatto il segno del cuore sotto la Curva… c’è un sentimento? “Sì, non c’è dubbio. Io quando faccio le cose, provo a farle con passione e naturalezza. Con quello che mi esce da dentro. Io sono innamorato di tutto quello che vedo, che la gente crede in noi. Anche quando le cose non andavano bene, sono sempre rimasti con noi. Ieri stavo passeggiando a Como con un mio amico e sento l’energia in città. In questo mondo c’è più difficoltà ad innamorarsi di una piazza, qui quello che vedo e sento è che siamo tutti insieme. Una sola persona. Non si vede tanto spesso nel calcio. C’è una persona importante nel calcio, non dico il nome, ma parliamo sempre dei valori del calcio e di quanto stiamo costruendo al Como. Quello che stiamo creando qua è speciale, vogliamo portarlo ancora più in alto.
Addai rientra? “Addai si è rifatto male, non una buona notizia. È successo lunedì. Sfortunatamente 2-3 settimane in più servono. Ha un infortunio al flessore, potrebbe rientrare anche dopo Diao più o meno. Non c’è Ramon per squalifica, poi rientra Diego Carlos”.
Il mercato di gennaio: “Domani abbiamo una riunione importante, valuteremo nel dettaglio. In questo momento non arriva nessuno, però non so se tra 10 giorni o meno arriverà qualcuno. Io non ho spinto per niente, in generale. Se troviamo qualche opzioni per crescere, magari si può fare. Altrimenti preferisco chiuderla qua e continuare con chi siamo”.
Il mercato di gennaio: “Domani abbiamo una riunione importante, valuteremo nel dettaglio. In questo momento non arriva nessuno, però non so se tra 10 giorni o meno arriverà qualcuno. Io non ho spinto per niente, in generale. Se troviamo qualche opzioni per crescere, magari si può fare. Altrimenti preferisco chiuderla qua e continuare con chi siamo”.
Kuhn titolare a Pisa. Che margini di crescita avrà? Considerando anche Addai fuori… “L’altro giorno l’abbiamo trovato tante volte contro il Pisa, ha avuto qualche spuntino, secondo tempo molto meglio. Si è visto che in transizione è un giocatore forte, in conduzione di palla alcune volte ti può fare male. Sul secondo gol avrebbe potuto fare male. È un giocatore diverso da Jesus Rodriguez, è più timido e riservato. Serve tanto amore con lui, ma altre devi fargli vedere di trovare la sua forza dentro per fare la differenza. Ora ha una buonissima opportunità, non ci sono tanti giocatori e dovrà dare. Lui qua ha tutto, siamo tutti a sua disposizione”.
Mai avuto in testa una formazione tipo? O è sempre una squadra intercambiabile? “Ritengo che tutti i giocatori siano interscambiabili. Noi siamo una delle squadre che gira di più. Questo perché tutti mi dimostrano qualcosa e poi lo faccio affinché tutti si sentano importanti, oltre alla competizione. Nessuno sa se giocherà due ore prima della partita. Chi entra ed entra bene, benissimo così. Io però continuerò a fare così, non essendo tanti giocatori dobbiamo sempre trovare la soluzione giusta. Non ci sono tanti giocatori abituati a farlo però. Chi lo fa in 3-4 anni si abitua, anche mentalmente. Però di settimana in settimana è questione fisica e mentale. Questo si deve creare, una mentalità. Il mio lavoro è spingere sempre la squadra”.









































