Milannews24
·08 de janeiro de 2026
Florenzi racconta: «Il Milan dello scudetto era di Zlatan e di quest’altro giocatore! Ecco come ho conquistato Ibra. Quando predeva la parola era pesante»

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Alessandro Florenzi, ex terzino del Milan, è stato ospite nell’ultima puntata del podcast BSMT di Gianluca Gazzoli. Durante l’intervista, Florenzi ha ripercorso la sua esperienza in rossonero, parlando soprattutto della figura di Zlatan Ibrahimovic e di come il suo impatto nel club fosse fondamentale non solo sul piano tecnico, ma anche su quello mentale e motivazionale.
Il Milan che Florenzi ha trovato sotto la guida di Stefano Pioli era un team che aveva in Zlatan Ibrahimovic il suo perno, accompagnato da un gruppo di giocatori di grande esperienza, come Olivier Giroud. Florenzi ha raccontato aneddoti legati alla competizione che Zlatan sapeva generare ogni giorno, arrivando persino a “sfidare” i suoi compagni di squadra, creando un ambiente che li spingeva costantemente a dare il massimo.
L’ESPERIENZA CON ZLATAN – «Era il Milan di Zlatan, insieme a lui c’era Giroud. Ibra fa proprio la differenza, ti alza il livello in tutti i settori: mentale, fisico, tecnico, se sbagliavi un passaggio eri finito. Ti racconto questa cosa, io penso di aver conquistato Zlatan perchè a lui piace tanto entrare in competizione, lui vive in competizione. Quindi mi fa un assist di tacco in allenamento e mi guarda. Io gli faccio ‘Che guardi’, lui dice ‘Non ha in visto che assist ti ho fatto’ e io risposi ‘eh, io questi li ricevo tutti i giorni’. Da lì è iniziata la sfida che poi si concluse con ‘Però con Zlatan hai vinto scudetto’, quindi alla fine ce l’ha avuta vinta lui».
La competizione con Zlatan sembra essere stata una delle caratteristiche distintive dell’ambiente rossonero durante quel periodo, spingendo ogni giocatore a migliorarsi costantemente, a prescindere dalla posizione in campo o dall’esperienza.
LE SGRIDATE DI IBRA – «Ogni tanto prendeva la parola e quando la prendeva era pesante. L’ha presa ogni tanto anche l’anno scorso quando era dirigente. In quei casi entrava e quando doveva entrare in gamba tesa entrava in gamba tesa. L’effetto lo senti, devi essere bravo anche a spiegarlo, a recepirlo, tanti giovani magari non sono supportati da loro stessi per capirlo. Mentre nell’anno dello scudetto c’era un mix, c’eravamo io, Kjaer, Ibra, Giroud, e poi Leao, Theo, Calabria, che comunque se Zlatan parlava e magari diceva certe cose che non venivano recepite, andavano gli altri che glie lo facevano capire».
Florenzi ha sottolineato come il gruppo del Milan fosse un mix perfetto di esperienza e freschezza, con i veterani che sapevano come trasmettere il giusto messaggio ai più giovani. In questo clima di competitività e coesione, il Milan è riuscito a raggiungere risultati straordinari, culminati nello scudetto.
Un’esperienza che ha visto Zlatan Ibrahimovic non solo come una figura di leadership indiscussa, ma anche come un motivatore che spingeva tutti, dai più giovani ai più esperti, a non accontentarsi mai.
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