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·17 de maio de 2026
🧨 Frosinone, Raimondo: "Alvini mi ha convinto alla prima telefonata! Futuro? Non so, ma voglio giocare in Serie A"

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Antonio Raimondo, attaccante del Frosinone, ha concesso una lunga intervista a Goal.com in cui ha potuto ripercorrere la sua carriera, da Bologna al rapporto con Sinisa Mihajlovic alla promozione spaziale raggiunta pochi giorni fa con i ciociari. Di seguito le dichiarazioni più rilevanti.
FROSINONE - “Sono partito subito, dal primo giorno, dal ritiro, con grande entusiasmo. Io in primis l’anno scorso ho avuto una stagione brutta, ma anche i ragazzi che stavano già qui. È stata una stagione perfetta, è andato tutto come volevamo noi. Forse abbiamo solo una partita no, contro l’Entella, ma poi anche lì abbiamo portato via un punto. È stata la filosofia. Non abbiamo mai giocato per aspettare le squadre, per il pari. Per esempio contro il Mantova: poteva bastarci un punto, molti lo pensavano, ma dopo la Juve Stabia il mister ci disse che avremmo dovuto vincere, che se avessimo rallentato ci avrebbe tolto anche dopo soli cinque minuti. Questo è anche il segreto che ci ha permesso di arrivare alla vittoria”.
ALVINI - “Il mister ha inciso parecchio sul risultato finale. Ci ha trasmesso un’identità, la sua idea di calcio. Siamo stati bravi ad andargli sempre dietro, a seguire le sue indicazioni. Penso che l’umiltà e la predisposizione siano stati i punti fondamentali per arrivare fino in fondo. Mi ha sempre chiesto di pressare, tant’è che un goal è arrivato proprio sfruttando il pressing sul portiere. Ma questo a me come a tutti”.
PROMOZIONE - “Devo essere sincero, ci abbiamo sempre creduto. A 180 minuti dalla fine pensavamo a fare il nostro, a vincere le ultime due. Non dipendeva da noi, ma speravamo che prima o poi il Monza sbagliasse. E per fortuna così è stato: all’ultima partita poi, non avremmo potuto fallire. Dico l’ultimo e quello magari con il Pescara e con la Samp. Ma l’ultimo, col Mantova, è stato bellissimo, quello della festa”.
MIHAJLOVIC - “Lo ringrazierò per tutta la vita. È stato il primo a credere in me a livello pro: a 16 anni mi chiamò in Prima squadra per gli allenamenti, era un sogno. Poi una settimana fece una conferenza stampa in cui annunciò che mi avrebbe fatto esordire. Io mi stavo andando ad allenare, non mi prendeva il telefono: mi ritrovai inondato di post, tutti i miei amici che mi scrivevano”.
ANCORA FROSINONE E FUTURO - “Mi hanno chiamato mister e direttore, dopo la prima telefonata mi avevano già convinto. Mi hanno dato fiducia sin da subito, una cosa che mi serviva: dopo aver parlato con loro chiamai mio padre e gli dissi che sarei andato a Frosinone al 99% e così è stato. Futuro? Non so niente, davvero, ancora sul mio futuro non si è mosso niente. Penso che comunque vada, spero di andare bene. E di giocare in Serie A”.
NAZIONALE - "Eh si, ovviamente ci spero. La Nazionale è qualcosa che tutti i ragazzi sognano: se mi chiamerà mi farò trovare pronto. Mister Baldini è una persona vera. Ci racconta le sue esperienze passate, è uno che fa tutto di testa sua. Penso che sia una cosa fondamentale, che gli ha permesso di arrivare dove è arrivato”.
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