Pagine Romaniste
·19 de junho de 2026
Gasp ha perso i dribbling, Greenwood li garantisce

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La Roma è l’ultima squadra della Serie A per percentuale di dribbling riusciti. Gasperini ha chiesto calciatori per ovviare a questo dato, Greenwood è l’identikit perfetto.
Corriere dello Sport (G.Marota) – Nel calcio ipertattico che atrofizza sempre di più il talento, c’è chi denuncia da tempo – e con un certo allarmismo – la perdita della fantasia. Stiamo davvero rinunciando ai colori del pallone, alle sfumature della tecnica, persino a quelle giocata solo all’apparenza inutili ma in grado di appassionare il pubblico? Forse sì, se nel campionato di Serie A il gesto principe non incide poi così tanto sul risultato finale. La Roma da Champions, ad esempio, è ultima per percentuale di dribbling riusciti: appena il 36,4%. Il Lecce, penultimo in questa graduatoria e capace di raggiungere la salvezza soltanto alla 38ª giornata, ha terminato la stagione appena con tre punti percentuali in più (39,3% di efficacia) della formazione di Gasperini. Che su 590 dribbling tentati ne ha concretizzati con successo solo 215.
La migliore italiana nella specialità è stata la Fiorentina, reduce da una stagione tutt’altro che indimenticabile ma efficace nel 47,3% degli smarcamenti tentati. Vale per i giallorossi, come per le altre formazioni: in Italia, per utilizzare le parole di Jorge Valdano, non inganniamo più l’avversario con eleganza. Il dribbling, in altri termini, sta scomparendo dai campi.
Questa statistica a Trigoria non è certamente passata inosservata. Ecco perché l’allenatore ha chiesto degli attaccanti funamboli, incisivi sotto porta ma anche imprevedibili sulla trequarti. E ha messo Greenwood in cima alla lista delle preferenze. Mason è stato in grado di realizzare la bellezza di 26 gol in una stagione da fenomeno in Francia, ma ha pure brillato nella statistica dei dribbling: l’inglese ne ha completati 60 (numericamente, da solo, oltre un quarto di quelli riusciti all’intera rosa romanista) piazzandosi secondo nella classifica di specialità della Ligue1 alle spalle di Gboho, ala sinistra del Tolosa (70). Nel torneo di Dembelè, Kvara e Doué, giusto per citarne tre, è una posizione che conta.
La Roma vorrebbe chiudere il prima possibile la trattativa per l’inglese, sfruttando anche le difficoltà finanziarie del Marsiglia, che se non completa delle cessioni importanti entro il 30 giugno rischia una vera stangata dall’Uefa dopo la multa comunicata mercoledì. Friedkin ha già trovato l’accordo con il calciatore, accettando anche un piccolo strappo alla regola della sostenibilità legata al tetto del monte stipendi: partirebbe da 4,5 milioni netti annui (l’asticella della proprietà americana) ma avrebbe garantito un ingaggio a salire, superando negli anni questa soglia.
Ora la società giallorossa spera che Greenwood possa rompere anche pubblicamente con il Marsiglia, così da agevolare una trattativa che rischia di arenarsi sullo scoglio economico della valutazione del cartellino. La Roma è disposta a spingersi fino a 45 milioni con un’offerta elaborata, l’OM ne chiede 10 in più e in forma più diretta, senza tanti dilazionamenti. Se il classe 2001 – in silenzio sui social da marzo – uscirà in qualche modo allo scoperto, l’impasse potrà davvero sbloccarsi. Altrimenti l’unica alternativa resterà il braccio di ferro, con il rischio che questa storia possa trasformarsi nella telenovela del mercato.







































