Gasperini all’Università Cattolica: “Avessimo vinto contro la Juventus saremmo stati più felici, ma non avremmo visto i nostri errori” | OneFootball

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·05 de março de 2026

Gasperini all’Università Cattolica: “Avessimo vinto contro la Juventus saremmo stati più felici, ma non avremmo visto i nostri errori”

Imagem do artigo:Gasperini all’Università Cattolica: “Avessimo vinto contro la Juventus saremmo stati più felici, ma non avremmo visto i nostri errori”

Gian Piero Gasperini professore per un giorno.

L’allenatore della Roma, ha incontrato oggi pomeriggio gli studenti della facoltà di Medicina dell’ Università Cattolica del Sacro Cuore. Il tema dell’incontro è “Il Coraggio di Sbagliare” e fa parte del ciclo di riunioni intitolato “Oltre la Medicina”.


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Il mister è stato accolto con grande affetto da tutti gli studenti che hanno fatto partire una standing ovation e il tecnico giallorosso ha prontamente risposto: “Siamo carichi, andiamo a vincere!”

Sul feeling con il gol:

“Ero centrocampista, ne facevo pochi, ma calciavo i rigori e questo mi aiutava nei numeri”

Il mister ha poi cercato un filo conduttore tra il suo lavoro e l’università in questione:

“Vi devo ringraziare per questa possibilità che mi avete dato, di parlare a tanti ragazzi. Io vengo dal mondo dello sport e dell’intrattenimento, ma oggi troveremo dei legami tra il nostro mondo e il vostro, composto da tanti giovani a cui io mi rivolgo molto bene. Perché ho a che fare tanto con giovani della vostra età che hanno sogni e progetti. Nel calcio le cose sono molto compresse vicine, ma i timori e i sogni, gli scontri, le gare, le partite, lo studio, gli esami, ci sono tante cose che possono collimare e oggi sono qui per portare la mia esperienza nel mondo del calcio che magari può esservi utile per affrontare al meglio le problematiche che vivete”.

Gasperini ha parlato di come si abbracciano gli errori nello sport:

“Non lo capisci subito, ma è così. Il nostro è uno sport in cui si fanno sempre errori, in allenamento e in partita. Un errore può diventare una cosa positiva. La convivenza con l’errore è continua e noi ci passiamo un po’ sopra, non ci condiziona totalmente. Non è maniacale come nella vita: dall’errore impari qualcosa, sull’errore ci lavori per migliorare. Nel nostro sport la perfezione non esiste e questo ci allena a sbagliare. Ci tempriamo a superare l’errore e ad andare avanti”.

Il tecnico, poi, ha spiegato quanto sia importante evitare il giudizio degli altri quando si sbaglia:

“L’aspetto mediatico è quello più pesante. Anche nel contesto di una prestazione fatta bene, un errore fa cambiare completamente il giudizio della prestazione. Più che guardare agli altri, abbiamo bisogno di guardare noi stessi. Se possiamo fare le cose meglio. Non possiamo fare la corsa sul giudizio esterno, a volte è crudele e a volte esageratamente positivo, mai equilibrato. Dobbiamo saper lavorare su noi stessi, è la cosa più importante”.

Il mister ha inoltre spiegato l’importanza delle sconfitte:

“Non è vincente solo chi vince una coppa o un trofeo. Negli anni si vince, quando non si vince si impara a migliorarsi e a diventare più forti. Io adotto una frase, non mia: “Non perdiamo mai, o vinciamo o impariamo”. Questa è una condizione fondamentale, dalle sconfitte si impara più che dalle vittorie. Avessimo vinto contro la Juventus saremmo stati più felici, ma poi non avremmo visto i nostri errori. Un episodio può far cambiare tutto. La forza è questa: imparare da una sconfitta o da un esame andato male”.

Il mister ha poi sottolineato l’importanza nel credere nei propri obiettivi:

“Bisogna fare sempre qualcosa che si ama. Qualcosa in cui si crede possibile raggiungere degli obiettivi personali, per se stessi, non per il mondo. Esistono errori diversi: quelli tecnici, che si superano allenando; ci sono errori che non sono accettabili, quelli di comportamento. Dobbiamo sempre cercare qualcosa che ci stimola: a quel punto diventa più facile battere l’avversario”.

Ha poi concluso così:

“Chiedo sempre alle mie squadre di eliminare la cultura degli alibi. Gli alibi non esistono: a volte fa caldo, a volte l’arbitro è contro, sono componenti che analizzi, però poi cancelli e riparti da te stesso. La cosa più importante è lavorare su di noi con coraggio e con fiducia. Siamo felici di quello che abbiamo fatto, ma lo mettiamo via. È la forza di guardare avanti”.

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