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·07 de março de 2026

Gasperini: “Hermoso domani non ci sarà. Contro il Genoa è una gara difficile”

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Gian Piero Gasperini ha parlato nella consueta conferenza stampa alla vigilia del match della 28ª giornata di Serie A per presentare la sfida contro il Genoa, partita in programma domenica alle 18:00.

LE PAROLE DI GASPERINI


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La situazione è complessa, abbiamo tanti assenti. Dybala, Soulé, i due centravanti, Ferguson e Dovbyk, Wesley è squalificato, e Hermoso è infortunato, quindi parliamo di sei giocatori. Però magari lei ci dirà se ci sono altre novità che non sappiamo. È curioso che manchino ben quattro attaccanti. A parte Malen, c’è sempre la necessità di avanzare un centrocampista? Oppure, per esempio, Zaragoza potrebbe iniziare a giocare dal primo minuto in queste partite?

“È evidente che, se contiamo sempre Dovbyk e Ferguson, siamo davvero in una situazione difficile. Dovbyk è fermo da tanti mesi, e infatti è stato fatto l’intervento; se va tutto bene, potrebbe rientrare a fine aprile, inizio maggio. Quindi non possiamo continuare a considerarlo tra gli assenti. Lo stesso vale per Ferguson, ormai è chiaro che finirà la stagione qui e sarà operato alla caviglia, quindi non avrà più tempo per recuperare nemmeno nel finale di stagione. Questi due sono ormai da depennare dalla lista degli assenti. Per quanto riguarda gli altri, siamo in una situazione più gestibile. Malen c’è, Vaz c’è, Venturino, abbiamo recuperato insieme a Pellegrini, c’è Saragoza. Abbiamo i numeri per continuare a giocare, anche come abbiamo fatto fino ad ora. Anche se è vero che Soulé è fermo da qualche settimana, gli altri ci sono stati molto poco”.

Buongiorno mister, io le volevo chiedere proprio dei lumi, partendo da Dybala, perché Dybala si fa male a fine gennaio, 28 gennaio, insomma giù di lì, viene scelta questa terapia conservativa che non porta risultati, di fatto tre risonanze non riescono a vedere una lesione al menisco, Dybala si opera, sta fermo altri 45 giorni. Dovbyk si fa male il 6 gennaio, se non sbaglio, e viene operato 15 giorni dopo, quindi anche lì c’è stata un po’ di perdita di tempo su cosa bisognava fare. Ferguson si fa male il 22 gennaio, e oggi, ce lo dice anche lei, probabilmente, anzi sicuramente verrà operato. Ecco, le volevo chiedere, c’è qualche problema di comunicazione magari all’interno dello staff medico, c’è qualcosa che non sta quadrando come dovrebbe?

“No, ma sarebbe presuntuoso da parte nostra parlare di medicina e insomma non mi sento, è un argomento sul quale possiamo competere con dei medici che comunque sono dei professionisti da tempo. È vero che quest’anno si sono dovuti confrontare con dei casi molto limiti, no? Cioè cominciare da Ferguson che si è presentato, che è arrivato dopo un anno che ha avuto un intervento, delle grosse difficoltà iniziali a recuperare con poche partite che aveva giocato l’anno scorso, ha avuto un ottimo periodo mi pare intorno a dicembre, e poi dopo c’è stata questa ricaduta, ma era già un caso molto difficile. Poi c’è stato il caso di Angeliño, ci sono state adesso questa situazione, c’è stata quella di Bailey, c’è stata quella di Dovbyk, adesso di Dybala, indubbiamente sono dei casi non frequenti nel calcio, perché poi non sono neanche muscolari, son tutti un po’ particolari, ognuno diverso dall’altro. Sicuramente per la squadra dover rinunciare per tanto tempo a questi giocatori sicuramente è pesante. Comunque, nonostante questo, siamo arrivati fino a qui, continuiamo a andare avanti con tutti i migliori propositi”.

Questa settimana si è parlato molto di questa famosa cena con Totti, che avete fatto, e volevo chiederle questo, siccome lei l’altra volta ci aveva detto:“Ho già in mente cosa potrebbe fare, in cosa potrebbe esserci utile”, e spesso si è parlato di un suo ruolo, diciamo, come semplice ambasciatore della Roma, ecco, volevo capire se avevate anche parlato di una prospettiva, non so, di un ruolo tecnico, un direttore tecnico, una figura dirigenziale che può aiutarla un po’ di più nel concreto.

“Io non sono nella condizione di proporre di queste situazioni, io è otto nove mesi che sono a Roma, non mi ero mai incontrato con Totti, non è un argomento che ho tirato fuori io. È venuto fuori un mese fa, non da parte mia, e anche quella… No, ma anche sul ruolo, sul centenario e su quale ruolo, è stata una cosa che da oltre un mese io vengo qui a fare le conferenze e voi mi chiedete di Totti. Dopodiché c’era questo discorso della cena, ho detto: “ma facciamo la sta cena” e penso che, senza voler mettere in difficoltà nessuno, mi sembra proprio una cena normalissima dove abbiamo parlato di calcio, basta, perché di questo dobbiamo parlare. Devo dire, a me piace anche molto come parla di calcio, uno molto diretto, che ha, come tutti i grandi campioni, delle misure e delle angolazioni molto, molto dirette e anche molto alte quando si parla di giocatori, di squadra, così. Sicuramente piacevole per me che sono sempre molto incuriosito da chi ha delle capacità particolari”.

Per la prima volta da quando è a Roma, Malen va incontro a un periodo con tre partite in una settimana. Volevo capire se lei aveva in mente, vista anche l’emergenza in attacco, una gestione particolare, un’attenzione particolare legata all’olandese e mi aggancio a questa domanda, a che punto è la crescita di Vaz, visto che ormai è qui da oltre un mese, volevo capire se dobbiamo aspettarcelo di più in campo da qui ai prossimi giorni. 

“No, non si possono fare previsioni sulle partite. Adesso entriamo in una fase di partite tutte determinanti, tutte importanti, dove si gioca con un modo ravvicinato, dove è importante il campionato, sarà decisiva l’Europa League. In una settimana ci giochiamo l’opportunità almeno di andare avanti in Europa League, che è una competizione importantissima, e diventa fondamentale questi due prossimi turni. Li giochiamo in mezzo a un campionato che sta diventando decisivo, di partita in partita. Quindi i calcoli fatti prima non servono a niente, perché poi quando giochi la partita, ti trovi durante la gara, che sai, oltretutto abbiamo dei diffidati, speriamo non ci tocchino più altri infortuni o anche piccoli infortuni che possano farti saltare qualche partita. Veramente bisogna guardare tutto quello che c’è di volta in volta e vedere come uno recupera da una partita a due partite, da tre partite, se puoi fare degli spezzoni. Ci sono i giocatori che recuperano e stanno molto bene e dei giocatori che t’aspetti magari che possano giocare di più e poi magari hanno necessità di fare degli spezzoni. Bisogna utilizzare tutta quanta la rosa, Vaz in questo momento è l’alternativa di Malen, abbiamo già parlato abbastanza di questo ragazzo, è chiaro che ogni situazione, ogni occasione, io penso che giocando così ravvicinati, ci sarà bisogno di lui, di Arena, di tutti quanti. Però come, quando, dove, lo vediamo giocando”.

Buongiorno, mister, alla luce di questi numerosi infortuni alla Roma e soprattutto anche alla luce del recupero di giocatori importanti di squadre come il Napoli, come la Juventus, Vlahović, ieri si sono rivisti in campo anche Anguissa e De Bruyne, questo le fa pensare che la Roma in questo momento sia un passo al di là del vantaggio dei punti, dico però in generale, sia un passo indietro rispetto alle avversarie o pensa che ancora la Roma possa essere all’altezza di queste competitor per la corsa alla Champions League? E poi, quando pensa di poter riavere a disposizione Angeliño?

“Ah, non lo so, anche questa è una situazione difficile da prevedere. Sicuramente sta meglio, sicuramente si sta allenando, sta acquisendo sempre più capacità, però poi la capacità di prestazione non lo so, negli ultimi tempi è sicuramente migliorato, ma ha avuto un periodo che era fuori completamente, fermo completamente, quindi lo vediamo. Sulle altre cose siamo lì a giocare con tutti, infortuni importanti li hanno avuti un po’ tutte, un po’ tante squadre. È imprevedibile questo. Il tipo di infortuni che abbiamo avuto noi poi sono stati particolari, nel senso che io ho avuto 14-15 giocatori, forse anche 16, degli highlander che hanno avuto pochissimo e soprattutto, rispetto ad altri anni, anche di natura muscolare, che sono quelli più frequenti nel calcio, sono stati veramente pochi e sempre molto brevi. Purtroppo ci sono stati alcuni, Bailey da fuori cinque mesi che è doppio da fuori, che si sommano, cioè abbiamo avuto diversi giocatori che sono stati fuori tanti mesi. E questa non è… di solito magari stanno il numero lo stesso, però distribuito in pochi giocatori. Però, io continuo a guardare avanti, continuo a guardare alla partita contro il Genoa. Ci sarà il Genoa, ci sarà il Bologna, ci sarà il Como, ci sarà il Bologna, e arriviamo alla sosta con Lecce. Sono già due settimane belle, non decisive, non decisive, io continuo a ripetervi che la decisione adesso è di stare dentro, poi ad aprile e di continuare a stare dentro poi a maggio. E le cose decisive saranno a maggio, sperando di poter giocare per l’Europa e di stare dentro, l’obiettivo adesso è stare dentro”.

Buongiorno, al termine di Roma-Juve lei ha battuto molto il tasto sul discorso di non abbattersi, visto anche questa rimonta che è stata subita. Ecco, le chiedo se la squadra in questo senso l’ha seguita in settimana, se ha visto qualche contraccolpo psicologico oppure la squadra l’ha seguita in questo e se c’è stato modo anche di capire di più su questa tendenza delle ultime partite, in realtà, a queste rimonte, a queste disattenzioni, soprattutto difensive.

“Ma non mi sembra siano state così tante, no? Ma dipende sempre come si vuole guardare le cose. Noi all’andata avevamo perso sia col Napoli che con la Juve, adesso abbiamo fatto due punti, potevano essere probabilmente di più, quello sì, siamo usciti molto dispiaciuti anche martedì, perché quando ci ritroviamo a prendere gol a un minuto, due minuti dalla fine pesa molto di più, che non so, tipo quello del Napoli a 10 minuti dalla fine, a 8 minuti dalla fine. Ma soprattutto in virtù della partita e com’è andata la gara. Poi puoi continuare a parlare di questo oppure puoi cominciare a parlare di come sei andato 3-1, di come hai giocato a Napoli, di che razza di prestazione hai fatto, di che cosa ti ha portato a fare quelle prestazioni, di come hanno giocato certi giocatori, e allora, dipende sempre cosa vuoi vedere”.

Buongiorno mister, ha parlato di tanti impegni ravvicinati, questo un po’ più sulla partita, volendo. Nel senso, mi chiedo se, dal punto di vista psicologico, visto che ne parlava anche prima, il fatto di sapere di avere adesso la prima partita di un nuovo ciclo di sfide ravvicinate, cambia un pochino l’approccio, come si può iniziare questa partita e poi chiaramente se ha un impatto sulla gestione sua delle forze in campo.

“Guarda, faccio veramente fatica. Domani giochiamo a Genoa. Conosco bene quello stadio.. Una squadra che in casa va forte, trascinata e spinta dal pubblico. Non c’abbiamo da fare altri pensieri. Dobbiamo organizzare, pensare alla squadra, alla prestazione. Loro hanno 27 punti, noi ne abbiamo 51. Probabilmente vuol dire che abbiamo fatto bene, però ci sono anche delle condizioni particolari dove se arrivi con tutti questi mal di testa, con tutti questi problemi psicologici, corri il rischio che diventino ancora più alti. Dobbiamo andare a giocare una gara dove dobbiamo arrivare forti. Gara difficile, come tutte quelle del nostro campionato. Guardare i loro undici, guardare i nostri, vedere cosa possiamo fare di buono e come. Abbiamo fatto tante trasferte. Quest’anno è una partita che vale tre punti”.

Sul giro di ritorno. Poi le volevo chiedere, Hermoso come sta?

“Ah, che bello. Vediamoci queste cose qua, quindi vuol dire che abbiamo un buon trend. Beh, sicuramente Malen pesa e pesa molto bene, però, insomma, non è che prima di Malen andassero malissimo le cose. Adesso sicuramente, con lui, abbiamo più potenzialità offensive, questo è innegabile. E quindi su questo, ecco, questo è l’altro mezzo bicchiere. Possiamo cominciare a vedere. Hermoso domani no, vediamo, la prossima settimana”.

Non per fare il pessimista. Però c’è una domanda che credo che a tutta quanta la piazza romana è venuta in mente dopo la fine della partita con la Juventus, perché dopo una partita così bella viene da chiederci, allora, il perché di certi errori, anche magari individuali, o perché quel calo di tensione. Cioè, cosa manca a questa squadra per dire, i progressi sono stati fatti e sono evidenti, la squadra ha fatto delle partite meravigliose. Quel ultimo step che manca.

“Io ho rivisto la partita e non abbiamo sofferto, anche troppo pochissimo, anche dopo, anche gli ultimi minuti finali dopo che abbiamo preso il 3-2, non c’è stato tutto quello. Abbiamo avuto azione anche noi, poi c’è stato un calcio d’angolo a favore e poi c’è stata una punizione tirata a due minuti dalla fine dentro l’area che è nata quella cosa lì, come ne ho viste tante in questo campionato. Se poi su quello si vuole giudicare tutta quanta la partita, è normale. Basta, stop. Non riesco a ragionare in quell’ottica. Faccio veramente fatica. C’è un avversario, abbiamo fatto una prestazione, ma rimanere su quello faccio veramente fatica. Non ne voglio neanche più… o condizionare il giudizio di una partita in seguito a quell’episodio, se si faceva questo, se si faceva quell’altro. Va bene, fa parte della cosa, ma non mi coinvolgo in questo”.

Come si sopperisce per caratteristiche all’assenza di Wesley e poi le domando, in parte ha già anticipato la questione, un giudizio sul suo collega Daniele De Rossi, sul suo operato. Grazie.

“Beh, Daniele, bene, sta dando. Sta dando a una squadra che gioca a calcio, una squadra che è convincente col proprio pubblico, ecco e quindi questo è un segnale positivo. Quando la gente va allo stadio e insomma ha fiducia nella propria squadra, è soddisfatta di come gioca la propria squadra, già è un grande segnale. Poi stanno giocando per obiettivi diversi dai nostri, però stanno costruendo, stanno costruendo il loro traguardo, che anche per loro è tutto quanto da giocare, è tutto quanto aperto, c’è difficoltà per tutti in qualunque zona della classifica, però sicuramente sta facendo un lavoro molto buono. Wesley squalificato, quindi capita nelle somme delle munizioni, abbiamo due un paio di soluzioni, vediamo”.

Buongiorno Mister, parlando proprio delle soluzioni per sopperire all’assenza di Wesley, le chiedo se l’ha convinta la prestazione di Rensch contro la Juventus, anche in ottica di magari una titolarità domani contro il Genoa, prendendo in esame la probabile assenza di Norton-Cuffy, che giocherebbe eventualmente sullo stesso lato o non giocherebbe, quindi cambia un po’ magari la valutazione dell’uomo da mettere in campo in quella situazione. 

“Non so se su quello non la sento. Lui ha fatto molto bene, ha fatto molto bene perché arrivava comunque anche da un periodo di poco impiego, anche da un periodo di infortunio, ha avuto un colpo al ginocchio che l’ha tenuto con un grosso ematoma che l’ha tenuto fuori per diverse settimane e gli ha impedito di allenarsi bene. Nel finale ha pagato un po’ di crampi, ma è normale quando non giochi da tempo. Ma lui aveva già fatto altre prestazioni buone. L’alternativa a Wesley a sinistra può giocare Tsimikas, può giocare lui, può giocare Celik, può giocare Ghilardi. Sono queste in giro. In base a questo Celik può giocare dietro, può giocare esterno. Quindi su quello ti muovi”.

Contro la Juventus la Roma aveva 75 minuti in cui è stata perfetta o quasi. C’è un giocatore, parlo di Cristante, che è sembrato un po’ sotto tono. Le chiedo se domani può riposare e poi una curiosità, lunedì chi ha pagato, lei o Totti?

“Nessuno dei due (ride ndr). Cristante sta giocando tantissime partite, ogni tanto non puoi sempre sapere qual è il recupero. Adesso che giocheremo anche ravvicinato, tante volte. Questo è l’aspetto un po’ più difficile per tutti quanti, riuscire a intuire quando uno magari ha bisogno di un giorno in più di recupero oppure quando è in grado di recuperare anche una partita tra giovedì e domenica. Però Cristante è indispensabile, faccio sempre molta fatica a rinunciare perché nel gioco aereo è fondamentale e non abbiamo altri nei ruoli offensivi o di centrocampo che hanno questa abilità nel gioco aereo, oltre chiaramente la duttilità di tutto il resto. Però anche lui non è che può giocare, ci sono delle volte che magari ha bisogno di recuperare un po’ di più, oltretutto in quella zona del campo noi abbiamo sicuramente la zona dove abbiamo sicuramente più alternative importanti e validi. Grazie”.

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