Gregucci: «La società deve confrontarsi con Sarri e tornare a far sognare i tifosi della Lazio!» | OneFootball

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·15 de maio de 2026

Gregucci: «La società deve confrontarsi con Sarri e tornare a far sognare i tifosi della Lazio!»

Imagem do artigo:Gregucci: «La società deve confrontarsi con Sarri e tornare a far sognare i tifosi della Lazio!»

Angelo Gregucci, ex giocatore della Lazio, riflette sul momento dei biancocelesti, il futuro di Maurizio Sarri e sull’importanza del rapporto con i tifosi

Angelo Adamo Gregucci ha analizzato le cause di una stagione particolarmente negativa, soffermandosi soprattutto sul rapporto tra società e tifoseria. L’ex giocatore della Lazio, reduce dalla brutta esperienza alla guida della Sampdoria, è stato intervistato da Il Tempo. Le sue parole:

I MOMENTI CRITICI DELLA STAGIONE – «Partire con un blocco di mercato non è mai il modo migliore per pianificare una stagione. Più che un presentimento, però, il mio è un augurio: spero che la proprietà e il proprio popolo si ritrovino, quantomeno si incontrino e si parlino. Non si può pianificare una stagione sportiva senza l’intera tifoseria. È questo, a oggi, lo strappo più profondo».


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LA RIPARTENZA E IL DERBY – «Non possiamo illudere nessuno, ma un passaggio fondamentale è trovare compattezza. Serve un incontro tra proprietà e popolo, non per risolvere subito i problemi, ma almeno per parlarsi. E va fatto nel più breve tempo possibile. Non è una bella cosa, ma non me la sento di dare ragione a qualcuno: analizzo il senso di spaccatura, non mi ergo a professore. La società deve farli tornare a sognare campionati importanti, perché la possibilità c’è».

LA LAZIO DEVE CONTINUARE CON SARRI – «Maurizio ha un contratto, è un professionista stimatissimo e ha dimostrato un grande attaccamento ai colori, rappresentati anche davanti al presidente della Repubblica con un intervento significativo. Però proprietà e allenatore si devono sedere e parlare di dove e come andare avanti. Se c’è volontà condivisa, bisogna proseguire. Ma in maniera condivisa: se l’allenatore va in una direzione e la società in un’altra, non funziona».

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