PianetaSerieB
·01 de janeiro de 2026
I 5️⃣ peggiori acquisti della Serie B nel 2025

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Anno nuovo, nuova sessione di calciomercato. Le campagne acquisti, è evidente, costituiscono una grandissima occasione per elevare il livello della rosa, colmare lacune tecniche e tattiche e di conseguenza aumentare la possibilità di centrare gli obiettivi prefissati. Spesso, però, la fretta e la mancanza di lucidità portano a errori macroscopici.
Che siano colpi troppo cari in relazione al valore del calciatore o all’età o alla condizione fisica, che siano elementi di difficile collocazione o dal carattere complicato, che siano ripieghi dell’ultim’ora a causa di una sequela di trattative saltate, i flop sono all’ordine del giorno in Serie B come negli altri campionati. In questo articolo approfondiremo il tema scavando nel passato recente, individuando i 5 peggiori acquisti del 2025 nel torneo cadetto.
Se si guardano gli 8 gol complessivi in un anno solare viene da non essere neppure troppo severi. E infatti il calciatore italo-peruviano ha pochissime colpe, dati i 35 anni e una condizione fisica non più esaltante. La società ci ha puntato forte come spalla di Pio Esposito per la promozione prima e come punto di riferimento per il 2025/26 poi. Ci ha ricavato pochissime prestazioni di livello e un ingaggio pesante che lo porta a essere costantemente in discussione e in lista di sbarco. Affare tutt’altro che oculato.
Se si osserva il lavoro estivo di Magalini e Di Cesare c’è l’imbarazzo della scelta in casa biancorossa per individuare il profilo da inserire in lista. Vince lo scontro tra titani con Gytkjaer per un fattore anagrafico. È nel pieno della carriera, ha vinto in Serie B e fatto più che decentemente in Serie A. La sua costante involuzione è inspiegabile, ma era più che leggibile. Affidargli le chiavi di un reparto corto e ricco di elementi fisicamente non al top è stato un suicidio sportivo confermato settimana dopo settimana a suon di prestazioni insufficienti.
Qui siamo più clementi con Botturi rispetto a quanto fatto con Magalini: una tale flessione non l’avevamo vista arrivare. Il trentatreenne sloveno a Cremona ha avuto poco spazio, ma quando chiamato in causa non ha mai sfigurato, e prima di allora è sempre stato un elemento di assoluto valore per la Serie B. Coi virgiliani, invece, è stato semplicemente disastroso. Incapace di reggere il centrocampo a due pensato a lungo da Possanzini e ora confermato anche da Modesto, quasi sempre fuori posizione in fase di non possesso e mai nel vivo in quella di possesso. I due autogol sono il suggello a uno stato confusionale permanente. Andrà via certamente a gennaio, non sembra più spendibile in cadetteria.
“Fiore all’occhiello” della campagna acquisti dello scorso gennaio del ds Valentini, sembrava il perno di una squadra che grazie al massiccio intervento sul mercato e alla mano di Breda in panchina avrebbe dovuto salvarsi agilmente. I 3 gol nelle prime 2 giornate hanno illuso tutti, peccato che siano stati gli unici e successivamente siano arrivati anche 2 rigori sbagliati. È l’esempio più significativo della disastrosa retrocessione granata, imprevedibile poiché giunta con calciatori abituati alla Serie B che in passato l’hanno persino giocata al vertice. Il suo nome sta sparendo anche dalla cadetteria, motivo per cui la chiamata che verosimilmente riceverà questo gennaio sa di ultima spiaggia.
Progetti diversi, contesti diversi, allenatori diversi e un’unica costante: il suo rendimento deludente e mediocre. Un po’ centrocampista, un po’ mezzapunta, talvolta utilizzato anche sull’esterno. Le partite disputate in Serie A col Lecce hanno reso tutti convinti che avesse le qualità per primeggiare scendendo di categoria, nulla di più sbagliato. Riesce a risultare leggero e lezioso in ogni circostanza e il piede ispirato da speranza si è progressivamente trasformato in leggenda metropolitana. Impalpabile in blucerchiato, addirittura accantonato in giallorosso. Uno di quelli che in questa sessione possono anche salutare la Calabria.









































