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·25 de julho de 2026

Il futuro di Gimenez divide il Milan: cederlo è davvero la scelta giusta?

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Tra esigenze di bilancio e valutazioni tecniche, il club rossonero è chiamato a una decisione delicata su Gimenez

Il futuro di Santiago Gimenez potrebbe diventare uno dei temi più caldi delle prossime settimane in casa Milan. L’attaccante messicano, arrivato con grandi aspettative, è al centro di diverse riflessioni che coinvolgono sia l’aspetto tecnico sia quello economico. E proprio quest’ultimo rappresenta oggi il principale ostacolo a un’eventuale cessione.


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Il valore residuo a bilancio, infatti, è ancora di poco superiore ai 20 milioni di euro. Una vendita a titolo definitivo alle cifre che il mercato potrebbe offrire in questo momento rischierebbe di generare una minusvalenza, scenario che il Milan vorrebbe evitare. Per questo motivo, l’ipotesi più concreta sembra essere quella di un prestito oneroso con diritto di riscatto, magari con una formula vicina ai 5 milioni subito più 20 milioni per l’eventuale riscatto.

L’aspetto economico può indirizzare la scelta

Una soluzione di questo tipo consentirebbe al Milan di alleggerire il monte ingaggi, incassare immediatamente una cifra significativa e rimandare la decisione definitiva di un anno. Inoltre, qualora Gimenez dovesse rientrare nell’estate del 2027, il suo valore residuo sarebbe sceso a circa 14 milioni di euro, mentre il club avrebbe già incassato i 5 milioni del prestito oneroso.

Da un punto di vista finanziario, quindi, questa appare una soluzione equilibrata, perché offre maggiore flessibilità senza obbligare il Milan a una cessione immediata a condizioni poco vantaggiose.

Ma Amorim dovrebbe davvero rinunciare a Gimenez?

Il campo potrebbe raccontare una storia diversa

L’altra faccia della medaglia riguarda inevitabilmente le valutazioni di Ruben Amorim. Il nuovo allenatore è appena arrivato e non ha ancora avuto il tempo di lavorare con continuità sull’intera rosa. Decidere il futuro di un attaccante come Gimenez senza averlo visto per un periodo prolungato potrebbe rappresentare un rischio.

L’attaccante messicano ha caratteristiche che potrebbero anche adattarsi alle idee del tecnico portoghese: attacca la profondità, lavora molto senza palla ed è un centravanti che vive soprattutto dentro l’area di rigore. Se messo nelle condizioni ideali, potrebbe ancora rivelarsi un elemento importante.

È altrettanto vero, però, che il calcio di Amorim richiede grande partecipazione nella costruzione della manovra e una notevole intensità nel pressing. Se il tecnico dovesse ritenere che Gimenez non sia il profilo ideale per interpretare questi principi, allora una separazione potrebbe diventare la scelta più logica.

Una decisione che non dovrebbe essere affrettata

Proprio perché il Milan ha investito una cifra importante sul giocatore, sarebbe opportuno evitare decisioni dettate esclusivamente dalla necessità di sistemare i conti. Un prestito con diritto di riscatto permetterebbe al club di mantenere aperte più strade: se il giocatore dovesse rilanciarsi all’estero, il riscatto potrebbe diventare conveniente per la società acquirente; in caso contrario, il Milan ritroverebbe un calciatore con un valore residuo più basso e quindi più facilmente gestibile.

Il Milan deve pensare al presente senza perdere di vista il futuro

La sensazione è che una cessione definitiva oggi rappresenti la soluzione meno conveniente. Vendere Gimenez soltanto per liberarsi del suo ingaggio o per recuperare parte dell’investimento rischierebbe di essere una scelta poco lungimirante, soprattutto se il mercato non dovesse garantire un’offerta adeguata.

Al contrario, un prestito oneroso con diritto di riscatto sembra conciliare le esigenze economiche del club con la possibilità di valorizzare ancora il calciatore. Sarà poi il campo a stabilire se il futuro di Gimenez sarà lontano da Milanello o se, dopo un’esperienza altrove, potrà tornare con nuove motivazioni e un ruolo diverso nel progetto tecnico di Amorim.

In questo momento, più che una bocciatura definitiva, il Milan dovrebbe puntare su una soluzione che lasci aperte tutte le porte. Perché il rischio di rimpiangere un attaccante ceduto troppo in fretta, soprattutto dopo un investimento così importante, è tutt’altro che remoto.

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