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·21 de maio de 2026

Il Milan e Santiago Gimenez, una storia già arrivata al capolinea

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Una stagione complicata che impone riflessioni profonde: il matrimonio tra il Milan e Santiago Gimenez è giunto al capolinea

Ci sono storie che nascono male e che, col passare dei mesi, finiscono per trascinarsi senza mai trovare davvero una svolta. Quella tra il Milan e Santiago Giménez sembra ormai destinata a rientrare in questa categoria. Non per mancanza di talento, perché il centravanti messicano ha dimostrato in passato di avere qualità importanti, ma perché il calcio, soprattutto in una piazza esigente come Milano, vive di continuità, condizione fisica e risultati. E oggi nessuno di questi elementi sembra più accompagnare il numero 7 rossonero.


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La stagione di Gimenez è stata semplicemente devastante sotto ogni punto di vista. I cinque mesi di stop dopo l’operazione alla caviglia hanno compromesso non soltanto la sua annata, ma probabilmente anche il suo rapporto con l’ambiente. Tornare dopo un infortunio così pesante non è mai semplice, soprattutto quando nel frattempo la squadra cambia assetto, gerarchie e necessità tattiche. E infatti il messicano, una volta rientrato, non è mai riuscito a incidere davvero.

Il dato che più colpisce è quello relativo al campionato: zero gol in Serie A e un digiuno che dura addirittura da maggio 2025. Numeri troppo pesanti per un attaccante arrivato con aspettative elevate e investimenti importanti. Un centravanti può attraversare momenti difficili, può avere periodi senza gol, ma quando il blocco si prolunga così tanto diventa inevitabilmente anche una questione mentale. Ogni partita senza reti aumenta la pressione, ogni occasione sbagliata alimenta dubbi e sfiducia.

Tra infortuni, assenza di gol e un futuro sempre più lontano da Milano

Il problema è che oggi sembra essersi spezzato qualcosa anche oltre il semplice rendimento. Gimenez appare fuori dal progetto tecnico, fuori dai ritmi della squadra e forse persino fuori dal contesto emotivo del club. Il Milan ha bisogno di ripartire con certezze, intensità e giocatori pronti a reggere immediatamente il peso della maglia. Continuare a puntare su un calciatore che arriva da mesi così complicati rischierebbe di diventare un esercizio di speranza più che una reale scelta tecnica.

Anche l’eventuale permanenza di Massimiliano Allegri non sembra poter cambiare il quadro. Allegri è un allenatore pragmatico, che lavora molto sulla fiducia e sugli equilibri, ma difficilmente costruisce il proprio attacco attorno a un giocatore che non dà garanzie fisiche e realizzative. Per questo la sensazione è che il rapporto tra Gimenez e il Milan sia ormai arrivato a un punto di non ritorno.

Separarsi, a volte, non significa necessariamente bocciare un giocatore. Significa semplicemente riconoscere che un progetto non ha funzionato. E probabilmente è proprio questo il caso. Il Milan deve voltare pagina per ritrovare competitività e serenità offensiva; Gimenez, invece, ha bisogno di un ambiente diverso, meno pesante e magari più paziente, dove poter ricostruire fiducia e continuità senza la pressione costante del risultato immediato.

Insistere ancora rischierebbe soltanto di peggiorare una situazione già compromessa. Ecco perché, oggi più che mai, la separazione sembra la soluzione più logica per tutti.

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