Calcionews24
·12 de maio de 2026
Inchiesta arbitri: nessun nuovo indagato dopo il vertice in Procura a Milano. Gli ultimi sviluppi e il punto della situazione

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L’inchiesta che sta scuotendo i vertici del calcio italiano non sembra destinata, almeno per ora, ad allargarsi ulteriormente. Secondo quanto riferito dall’Ansa, nel pomeriggio si è tenuto un vertice cruciale tra il procuratore di Milano, Marcello Viola, e il pm Maurizio Ascione, titolare dell’indagine sul sistema arbitrale condotta dalla Guardia di Finanza. L’esito dell’incontro è chiaro: al momento non vi è la necessità di iscrivere nuove persone nel registro degli indagati, né di convocare dirigenti di club.
L’inchiesta resta dunque concentrata sui cinque profili già noti, tra cui spicca l’ormai ex designatore Gianluca Rocchi. Gli inquirenti si prenderanno ora circa due settimane per analizzare minuziosamente il materiale raccolto, composto da intercettazioni e testimonianze recenti. La Procura punta a ricostruire con precisione i fatti già presenti negli atti, che vedono Rocchi accusato di tre capi d’imputazione per concorso in frode sportiva.
Le contestazioni riguardano presunte pressioni esercitate sulla sala Var, la cosiddetta “bussata”, avvenuta in occasione di Udinese-Parma della passata stagione, oltre a sospette designazioni di fischietti considerati “graditi” o “meno graditi” all’Inter. In questo filone risulta indagato anche l’ex supervisore Var Andrea Gervasoni.
Un altro punto focale riguarda la presunta “combine” a San Siro del 2 aprile 2025. Sebbene Rocchi concorra nel reato con altri soggetti, dalla Procura viene ribadito che non ci sono ulteriori indagati oltre ai cinque già cristallizzati. Anche l’audizione di Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter, non ha prodotto elementi tali da generare nuove esigenze investigative.
L’obiettivo degli inquirenti è chiudere il cerchio entro la pausa estiva, decidendo se procedere con le contestazioni di frode sportiva o se modificare l’impianto accusatorio. Per ora, il registro degli indagati resta fermo, in attesa che il nucleo operativo metropolitano della Gdf termini la scansione del materiale probatorio già in possesso. Il calcio italiano resta in attesa di capire se queste presunte pressioni sulle designazioni porteranno a un processo o a un’archiviazione parziale.
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