Inter News 24
·31 de março de 2026
Inchiesta San Siro, sistema coordinato per pilotare l’iter burocratico: i dettagli

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L’inchiesta della Procura di Milano sulla compravendita e la riqualificazione dello stadio San Siro entra in una fase cruciale, delineando un quadro di “accordi informali e collusioni” che scuote i vertici cittadini. Secondo quanto riportato dall’ANSA, l’imputazione formulata dai magistrati ipotizza un sistema coordinato per pilotare l’iter burocratico tra il 2019 e il 2025, coinvolgendo nove indagati.
Al centro del fascicolo vi è l’accusa di aver turbato il procedimento amministrativo relativo alla valorizzazione della Grande Funzione Urbana “San Siro”. I contatti “sotterranei” tra i manager dei club e i funzionari di Palazzo Marino avrebbero condizionato persino il contenuto dell’avviso pubblico del marzo 2025 per la raccolta di manifestazioni d’interesse.
Mentre sul campo la squadra è guidata da Cristian Chivu, l’ex difensore romeno della “Tripletta” ora allenatore dell’Inter, nelle stanze del potere il clima è decisamente meno sportivo.
Secondo i PM, figure di spicco come l’assessore Giancarlo Tancredi e il direttore generale Christian Malangoneavrebbero agito in violazione dei propri doveri. Tra il 4 e il 5 novembre 2021, i dirigenti avrebbero inviato documenti riservati ad Ada De Cesaris, ex assessore e all’epoca consulente legale dei nerazzurri.
“Rivelavano notizie di ufficio che dovevano rimanere segrete”, si legge nelle carte della Procura.
Il presunto modus operandi illecito non sarebbe stato un caso isolato. L’assessore Tancredi avrebbe mantenuto un canale privilegiato anche con Mark Van Huuksloot, ex dirigente del club meneghino, anticipando delibere di giunta fondamentali, come la numero 28 del gennaio 2023, prima ancora della discussione ufficiale.
Questa gestione parallela avrebbe di fatto estromesso la trasparenza necessaria per un’opera di tale portata. Mentre i tifosi del Biscione si interrogano sul destino della propria “casa”, l’inchiesta promette di rivelare ulteriori dettagli su come i diritti di esclusiva e le varianti urbanistiche siano stati oggetto di trattative private lontano dagli occhi del pubblico. La situazione mette in imbarazzo le istituzioni meneghine, strette tra la necessità di ammodernamento e l’obbligo di legalità.









































