In vista della finale Scudetto tra Inter e Juventus che si disputerà lunedì 22 giugno alle ore 20:00 allo stadio Tullo Morgagni di Forlì, Juventusnews24 ha avuto il piacere di intervistare in esclusiva l’allenatore bianconero Alessandro Gridel. Il mister friulano ha toccato molti temi durante la chiacchierata concessa, tra cui ovviamente un passaggio inevitabile circa la preparazione della finalissima tra Inter e Juventus. Ecco dunque le sue parole a riguardo:
Si affrontano Juventus e Inter, una partita importante anche a livello giovanile, riporta precedenti, Torino contro Milano e sarà da questo punto di vista una sfida fra il miglior attacco d’Italia con oltre 120 gol segnati (la Juventus n.d.r) contro la miglior difesa: poco più di una ventina di gol subiti in stagione (l’Inter n.d.r) tra gironi e fase finale. Ricordando anche un po’ il suo percorso, nella passata stagione all’Udinese uscite in semifinale contro il Torino che poi si laureerà campione d’Italia. Da quell’esperienza, ha preso qualcosa che potrà aiutarla nella preparazione di quest’ultima partita stagionale?
«Personalmente dall’esperienza dell’anno scorso ho preso che andava bene quello che abbiamo fatto, l’anno scorso abbiamo giocato una semifinale e l’abbiamo normalizzata, nel senso che abbiamo giocato come se fosse una partita normale. Non è perché era una semifinale allora abbiamo fatto delle cose diverse e infatti ero molto orgoglioso della squadra, di cosa è riuscita a fare, di personalità e con la stessa spensieratezza delle altre partite. Ovviamente la parte emotiva è molto importante in queste gare, però il desiderio anche quest’anno è di affrontare la partita allo stesso modo con cui abbiamo affrontato le altre. Primo perché se siamo arrivati fin qui è perché abbiamo fatto un certo tipo di gare, il secondo motivo è che il desiderio è di essere protagonisti sempre. Noi abbiamo sempre giocato le partite cercando di proporre le nostre idee, di scegliere noi cosa si fa nella partita. Il desiderio per la finale è proprio di essere protagonisti allo stesso modo, senza speculare sull’avversario. Sapendo le caratteristiche dell’avversario, ma cercando di proporre quello che noi proponiamo sempre indipendentemente dal peso della gara».