Italia: dal pulcino Pio a Retegui in versione giocatore di hockey! Ecco com’erano gli azzurri all’epoca dell’ultimo mondiale nel 2014 | OneFootball

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·31 de março de 2026

Italia: dal pulcino Pio a Retegui in versione giocatore di hockey! Ecco com’erano gli azzurri all’epoca dell’ultimo mondiale nel 2014

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Italia: dal pulcino Pio a Retegui in versione giocatore di hockey! Com’erano gli azzurri all’epoca dell’ultimo mondiale dell’Italia nel 2014

L’ultima volta che l’Italia giocò una partita al Mondiale era il 24 giugno 2014, contro l’Uruguay. Da allora sono passati dodici anni e il gruppo che oggi si gioca la qualificazione era composto, in larga parte, da ragazzi poco più che adolescenti. Come evidenzia La Gazzetta dello Sport, quel ko in Brasile, arrivato dopo il successo iniziale contro l’Inghilterra e le successive cadute con Costa Rica e Uruguay, ha lasciato un vuoto enorme nella storia recente azzurra. Oggi, però, quella ferita può trasformarsi in spinta. Per molti dei protagonisti attuali, infatti, il Mondiale è un obiettivo mai vissuto davvero in prima persona, ma inseguito da anni come un traguardo capace di dare senso a un’intera carriera.


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Azzurri Mondiale, da Donnarumma a Barella: dove erano nel 2014

Nel 2014 Gianluigi Donnarumma aveva appena 15 anni ed era passato dal Club Napoli al Milan. Alessandro Bastoni, anche lui quindicenne, cresceva nelle giovanili dell’Atalanta. Gianluca Mancini aveva da poco compiuto 18 anni e completava il suo percorso nelle giovanili della Fiorentina. Riccardo Calafiori, invece, aveva soltanto 12 anni e si era appena trasferito dalla Petriana alla Roma. Tra i titolari possibili di oggi, il solo Matteo Politano giocava già tra i professionisti, con la maglia del Pescara. Nicolò Barella, a 17 anni, aveva già assaggiato la prima squadra del Cagliari, mentre Manuel Locatelli, sedicenne, era appena passato dall’Atalanta al vivaio del Milan. Sandro Tonali aveva 14 anni e muoveva i primi passi nel Brescia, club destinato a lanciarlo nel grande calcio.

Italia 2014 2026, la fame di Dimarco, Kean e Pio Esposito

Anche altri volti centrali dell’Italia di oggi erano ancora all’inizio del loro percorso. Federico Dimarco, già nel giro dell’Under 18, aveva 17 anni ed era uno dei talenti più promettenti del settore giovanile dell’Inter. Moise Kean, quattordicenne, segnava con continuità nelle giovanili della Juve dopo essere cresciuto tra Torino e bianconeri. L’oriundo azzurro, allora quindicenne, attraversava persino un momento di riflessione sul proprio futuro calcistico, prima della svolta che lo avrebbe portato in alto. E poi c’è Francesco Pio Esposito, la speranza più giovane: nel 2014 aveva appena 9 anni e giocava ancora nei pulcini del Brescia, prima del passaggio all’Inter. Oggi tutti loro portano sulle spalle il peso e il sogno di una nazionale che vuole tornare dove manca da troppo tempo: sul palcoscenico del Mondiale.

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