Juventus, Omar Valentini non ha dubbi: «Meglio vincere l’Europa League che arrivare banalmente agli ottavi di Champions» – VIDEO | OneFootball

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·19 de fevereiro de 2026

Juventus, Omar Valentini non ha dubbi: «Meglio vincere l’Europa League che arrivare banalmente agli ottavi di Champions» – VIDEO

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Juventus, Omar Valentini ha parlato così delle ambizioni europee dei bianconeri dopo la sconfitta contro il Galatasaray. Le dichiarazioni

Omar Valentini, match analyist House of Calcio, ha parlato così delle ambizioni europee della Juventus nella nuova puntata di Tribuna Juve con Paolo Rossi su Juventusnews24.


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PAROLE – «Io sono molto convinto che vincere aiuti a vincere e che tornare a essere eventualmente per la Juventus una potenza, una realtà europea, possa tranquillamente passare anche attraverso competizioni di livello più basso. Far l’Europa League e farla per vincere. Vale di più che fare la Champions League per arrivare banalmente solo agli ottavi di finale. Perché vincere è sempre più difficile e se si torna indietro negli anni sicuramente lo ricorderete bene.

Io ricordo che la grande sconfitta della Juventus, che secondo me ha determinato anche forse un po’ di incertezza laddove contava negli anni a seguire, dove contava un po’ di più, fu quella semifinale di Coppa Uefa di Europa League già contro il Benfica, quella persa in casa pareggiata in casa dopo una sconfitta all’andata che avrebbe permesso alla Juventus di giocarsi una finale in casa a Torino quell’anno, con Antonio Conte in panchina.

Giocare quella finale, arrivarci innanzitutto e vincerla per la Juventus sarebbe stato un grossissimo segnale, anche per come tu arrivi alla Champions League nel 2015 è chiaro che nel 2013-2014 non lo puoi sapere, ma quando poi nel 2015 e nel 2017 ti presenti a una finale di Champions con un titolo di una finale vinta europea in bacheca, cambia comunque all’interno di un gruppo che in quel periodo era lo stesso che stava crescendo e quindi, anche qualora la Juventus dovesse arrivare 5.ª, secondo me il grosso punto da non toccare è la continuità, cioè l’allenatore. È questo si vedono in maniera tangibile i miglioramenti che ha portato. Seguire questa linea per andare in un’ottica di crescita».

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