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·02 de maio de 2026
🎙️ Juventus, Spalletti: “Non sono rimasto contento per la gara di Milano, nel calcio moderno bisogna prendersi dei rischi”

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·02 de maio de 2026

Luciano Spalletti, tecnico della Juventus, ha presentato la sfida contro il Verona. Queste le sue parole, riprese da TMW:
“Ci tenevo a salutare un uomo unico per valori sia nella vita che nello sport come Alex Zanardi. Ho avuto la fortuna di conoscerlo, quello che ci ha trasmesso nelle sue battaglie è incredibile e unico. Quando ho saputo del fatto, io il minuto di silenzio l’ho fatto da solo perché una testa, una mentalità così forte, una resilienza, una disponibilità alla battaglia è stato qualcosa di incredibile. Lo saluto volentieri”.
Come sta la squadra? “Spesso quando sento parlare di quarto posto sento fare dei calcoli. Il quarto posto non lo raggiungi con i calcoli ma mantenendo un livello. Noi nella voglia di allenarci abbiamo mantenuto le stesse cose ed è il rendimento giornaliero che ti fa arrivare là. Noi stiamo bene perciò dobbiamo pensare alla Champions League e non al quarto posto”.
Come sta Yildiz? “È una cosa che viene valutata a 360 gradi in maniera corretta soprattutto per il valore del ragazzo. Noi sappiamo e lui sa quanto è importante per noi. Poi ha avuto questa piccola infiammazioni anche se negli ultimi due allenamenti è andato molto bene e non ha avvertito nessun dolore. Non abbiamo nessun dubbio su quella che sarà la sua presenza dentro alla partita”.
Sul caso arbitri? “Non sono un grande conoscitore di queste cose. on tutto quello che viene detto, se si ha un po’ di buon senso di lasciar scorrere le cose senza avventarsi a dire qualcosa di nuovo secondo me è meglio. Io essendo uno abbastanza anziano come professionista e ho conosciuto diversi direttori di gara bravi e capaci. Non so quello che sia successo, ho visto che siamo in un momento dove bisogna ricreare un po’ di ordine perché un po’ di disordine c’era e tutti stanno lavorando in quella direzione. Ma l’arbitro designato domani è uno dei più talentuosi e mi aspetto che faccia il suo dovere con il massimo della professionista punto e basta”.
Per lei Vlahovic vuole rimanere alla Juve? “Sì, perché si sta allenando con grande entusiasmo, è un professionista con grande carattere, lui ha le caratteristiche che mancano alla squadra. Come per Yildiz, anche lui sa di poter essere utile per queste 4 partite a mettere del suo per il raggiungimento di questo obiettivo. Ci sarà da vedere con che tempistiche, abbiamo dovuto perfezionare il lavoro addosso a lui perché ha subito un infortunio di quelli belli tosti. Ma ce l’abbiamo a disposizione e questa è la cosa fondamentale. Poi è a disposizione con il ghigno giusto”.
Sulla partita tra Psg-Bayern? “La Champions in generale non premia la sicurezza. Premia chi crea lo scompiglio non chi lo evita. Noi si tende ad avere controllo nelle situazioni del nostro calcio. In Champions League hanno questa attenzione nelle giocate che spaccano gli equilibrio, oltre i reparti, gli avversari. Ci sono calciatori forti dentro la Champions, che creano questa instabilità. La velocità del gioco, le giocate di quelle che danno vantaggio di quei calciatori lì, creano difficoltà. In questa velocità di gioco si crea una instabilità dove tu puoi prendere vantaggi ma reggere a quell’urto lì, a quelle corse lì, diventa più difficile.
Il calcio moderno per me va verso questa decisione di prendersi qualche rischio, non paga soltanto mantenere un ordine e un ritmo basso. Poi nel ritmo basso tutto diventa prevedibile, leggibile. Bisogna un po’ adeguarsi a questo livello qui. Mantenere il proprio stile di gioco quando il battito cardiaco sembra toglierti il fiato è un’ulteriore qualità. Rimanere lucidi in quelle partite diventa difficilissimo ma se mantiene equilibrio ci sta tu vada a prendere vantaggio da ciò che genera la partita. La direzione è comunque quella. Io non sono rimasto contento dalla partita di Milano, giocare queste partite ti rimpicciolisce un po’. Ti tiene in ordine, porti il risultato a casa ma non prendere posizione non mi piace. Non voglio vederlo dalla mia squadra, ti fa stare a metà con ciò che vogliamo diventare. Se non mantieni un livello di frequenza tutto diventa prevedibile, ci siamo adattati alle regole del Milan e questo a me non piace. Avevo un buco nello stomaco perché son fatto così e lo vivo così, l’ho fatto presente alla squadra il giorno dopo. In Champions League c’è un livello differente”.
Cosa apprezza di più di Yildiz? “Il mio lavoro passa da queste connessioni qui. A me piace avere un rapporto con i miei giocatori e piace riuscire a prendere il massimo per il bene del club, della squadra, dei nostri tifosi e tutti quelli che amano questo sport. Lui è uno di questi perché ha il sole stampato in faccia anche dal punto di vista delle reazioni anche quando non ha avuto un periodo favorevole ha sempre mantenuto la voglia di trasferirti la sua positività. Ho avuto la fortuna di conoscere la sua splendida famiglia anche attraverso la composizione del nucleo famigliare si hanno caratteristiche più o meno positive. I compagni di squadra gli vogliono un bene incredibile per il suo modo di rapportarsi. Lui è uno di quelli che si ferma sempre con i tifosi ed è contento di farlo. È un campione che mi fa sentire fortunato di allenare”.
Come si può rendere la serie A un campionato per giovani? “L’ho già detto perché per me sarebbe la soluzione per tutti anche per altre nazioni. Però deve diventare una regola fatta da chi comanda il calcio. Tutte le nazioni devono avere un giocatore Under e poi da questo può partire tutto perché sei obbligato. Nella partita dell’altra sera ho visto un paio di giocatori importanti, anche nell’Atalanta, però mi viene difficile pensare che la prima squadra non perda un po’ forza a schierare un ragazzo. Quello che può ribaltare tutto è imporre di mettere in campo un ragazzo di 19/20 anni. La fucilata nella notte è questa perchè per averne uno in campo ti servono almeno 4 giocatori”.
Dove deve migliorare la Juve? “ll futuro continuerà ad avere cura con il valore che dai al presente. Tutto questo ruota nell’essere poi così applicati, attenti, determinati quando arrivi al campo, non avendo atteggiamenti che ti fan sentire stanchezza, il dubbio di aver lavorato tanto e di essere un po’ in difficoltà. Abbiamo un luogo dove ci alleniamo perfetto, splendido. Abbiamo una squadra che è uscita l’altra sera a cena e mi emoziona…Questa ricerca di voler essere insieme, sorridere tutti assieme e prendersi per mano quelli che son rimasti un po’ dietro. State con noi, venite con noi, questa è la soluzione a tutto. Ci vogliono giocatori che vogliono creare l’imprevisto, vogliono provare a giocare per qualità che ancora non han fatto vedere. Ci vuole un po’ di sana follia che ti porta dentro il livello superiore che hai esibito fino a questo momento.
L’avevo già detto, noi siamo stati vicini un paio di volte a fare cose importanti e ce lo saremmo anche meritato. Poi gli episodi ti costringono a dover parlare di statistiche, numeri che piacciono a voi. Ma parlando proprio di Champions, per fare quei risultati che abbiamo fatto, con le squadre contro cui abbiamo giocato, abbiamo dimostrato di essere una squadra fortissima. Per molti è stata una delusione uscire, ma per passare il turno abbiamo fatto dei risultati che qualcuno avrebbe fatto meglio a riscrivere l’articolo. ‘Ora non si ha mica paura del Bodo Glimt?’. Si può essere presuntuosi davanti allo schermo, se si ha a che fare con le persone è un lavoro diverso”.
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