Kelly: «Il calcio mi ha distratto da un’infanzia complicata. Juve, ora sono al massimo! Spalletti mi è piaciuto subito» | OneFootball

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·20 de janeiro de 2026

Kelly: «Il calcio mi ha distratto da un’infanzia complicata. Juve, ora sono al massimo! Spalletti mi è piaciuto subito»

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Kelly: «Il calcio mi ha distratto da un’infanzia complicata. Juve, ora sono al massimo! Spalletti mi è piaciuto subito». Le parole del difensore

Lloyd Kelly, difensore inglese della Juventus, ha rilasciato un’intervista a La Stampa.

IL CALCIO – «Eh, cos’è il calcio per me… Il calcio è la mia vita. Il calcio è stato la mia distrazione durante un’infanzia complicata. È stato qualcosa che mi ha permesso di guardare altrove rispetto a ciò che mi stava accadendo, rispetto alle difficoltà. Questo sport ha avuto un ruolo enorme nella mia crescita e infatti il mio amore per il calcio è esattamente lo stesso di quando avevo dieci, undici, dodici anni».


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BEL RICORDO –  «Uh, bella domanda… Direi probabilmente il mio debutto in prima squadra, quando ero al Bristol City. Penso che sia stato un momento in cui ho pensato che tutto il duro lavoro che avevo fatto fino a lì stava dando i suoi frutti. Una buona occasione per guardare indietro e ripensare da dove ero partito». 

ADOZIONE – «È un tema, un’esperienza di cui parlo apertamente e volentieri. È qualcosa che tengo profondamente vicino a me perché è così che sono diventato adulto, è così che io e i miei due fratelli siamo cresciuti, per molti anni. Per quel che mi riguarda, si tratta di un qualcosa di buono che viene fuori da situazioni negative, ben diverse rispetto a un’infanzia “normale”. Io ho molto rispetto per le famiglie che sono disposte a prendere bambini che non sono loro. Possono avere un impatto enorme sui bambini e sul loro futuro».

LEGAME COL FRATELLO E LA SORELLA – «Dopo tutto quello che abbiamo passato, saremo sempre vicini. Sappiamo che potremo sempre contare l’uno sull’altro. Il rapporto che abbiamo costruito negli anni non cambierà mai. Bene inteso, la vita è vita e ognuno ha il proprio cammino, ciascuno ha i propri impegni. Tuttavia quel legame ci sarà sempre. Ci affideremo sempre l’uno all’altro». 

ORA PADRE – «Mio figlio ora ha due anni. È la più grande benedizione che mi sia capitata nella vita. Io lo amo con tutto me stesso ed è incredibile vedere quanto cresce in fretta». 

FAMIGLIA JUVE – «Sì, direi di sì. Da fuori tutti vedono il successo, vedono il duro lavoro che serve per giocare in questo club. Ma, allo stesso tempo, la Juve è un ambiente in cui ci si aiuta e si condividono le esperienze, il tempo, le emozioni. Viviamo sia momenti buoni sia momenti difficili, nei quali è ancor più importante essere uniti e compatti. Aiutarsi». 

SPALLETTI – «Mi è piaciuto lavorare con il mister sin da quando è arrivato, ci ha immediatamente trasmesso le sue idee. Ovviamente quando arriva un nuovo allenatore ci vuole un po’ di tempo per adattarsi, ma penso che l’abbiamo fatto bene. Abbiamo capito i suoi principi di gioco, le sue idee. E non si tratta solo di dove stare in campo e come passarsi la palla. Diventa ancor più importante l’aspetto mentale».

COME COMUNICATE? – «Nelle riunioni tecniche si fa tutto in italiano: io lo capisco bene e il contesto mi aiuta, del resto sono cose che facciamo ogni giorno. Però ci sono anche momenti in cui io e il mister ci confrontiamo a parte e allora usiamo l’inglese. Posso dire che il suo inglese è molto buono». 

BENFICA E NAPOLI – «Si tratta di due partite toste, di una settimana dura. Dovremo essere mentalmente pronti. Dopo la sconfitta di Cagliari ci siamo parlati, dobbiamo recuperare la giusta mentalità che ci aveva permesso di fare buone prestazioni». 

STAGIONE E OBIETTIVI – «Fin dall’inizio della stagione, il mio unico obiettivo è stato giocare al massimo delle mie potenzialità. In questa stagione penso di averlo fatto, è la cosa principale. Detto questo, non voglio guardare troppo lontano nel futuro: voglio ragionare di partita in partita e continuare a mantenere questo livello di prestazioni. Poi, certo, qui alla Juventus devi avere ambizione. Devi cercare sfide impegnative, devi pensare a vincere. Quindi questo obiettivo c’è sempre nella mente, ma tutto nasce dalle buone prestazioni». 

IL COMPAGNO PIU’ ELEGANTE – «Beh, in questa classifica mi metterei in cima. Ma posso citare anche Manu, Manu Locatelli. Dedica molto tempo ai suoi outfit. Voglio dire, io non potrei alzarmi la mattina e mettermi un completo ogni giorno…».

QUELLO PIU’ SCHERZOSO – «Facile. Weston McKennie. Fa battute in continuazione, ride sempre. Quindi tutti si nutrono della sua energia. E poi canta in ogni momento. Di contro, però, devo dire che quando si tratta di calcio è serio, serissimo».

IL PIU’ SAGGIO – «Dunque… Pinso. Sì, Pinsoglio. È uno dei più “anziani”, più rispettati. Puoi sempre andare da lui se hai bisogno di consigli, se hai un dubbio. Dall’esterno sembra un joker… ma in realtà è molto saggio».

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