Calcionews24
·28 de abril de 2026
Klopp e la critica al nuovo Mondiale per Club: «Il format allargato non è assolutamente una buona idea»

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Jürgen Klopp è tornato a esprimersi pubblicamente sul calcio internazionale, mettendo nel mirino l’evoluzione del nuovo formato del Mondiale per club. L’ex allenatore del Liverpool, oggi impegnato in un ruolo dirigenziale all’interno del gruppo Red Bull, ha condiviso le sue perplessità in un’intervista rilasciata alla BBC.
Il tecnico tedesco ha espresso in modo chiaro i suoi dubbi riguardo all’aumento del numero delle squadre partecipanti, sottolineando come questa scelta non lo convinca: “Non penso che aumentare il numero delle squadre sia una buona idea”. Una posizione netta, che si inserisce nel dibattito sempre più acceso sul futuro delle competizioni internazionali.
Al centro della riflessione di Klopp c’è soprattutto la tutela della condizione fisica dei calciatori, un tema che negli ultimi anni è diventato sempre più rilevante. Con un calendario fitto di impegni tra club e nazionali, il rischio di sovraccarico è concreto e può incidere sulle prestazioni e sulla salute degli atleti.
L’allenatore ha infatti spiegato: “Per me la cosa più importante è la salute dei calciatori. So quanto sia fondamentale il recupero oggi. Il gioco è buono solo quanto lo sono i giocatori, e i giocatori sono tanto migliori quanto più sono freschi fisicamente”. Parole che evidenziano una visione molto chiara: senza un’adeguata gestione delle energie, la qualità del gioco rischia inevitabilmente di calare.
Nonostante le critiche, Klopp ha comunque riconosciuto un aspetto positivo legato all’allargamento delle competizioni: la possibilità per nazioni emergenti di affacciarsi su palcoscenici di livello mondiale. Un’opportunità che può avere un impatto significativo sullo sviluppo del calcio in contesti meno tradizionali.
A tal proposito ha dichiarato: “È qualcosa di straordinario per loro. Ho visto con i miei occhi la gioia di un paese come Curaçao quando si è qualificato al Mondiale. Questo è un valore enorme per il calcio”.
Una posizione, quindi, equilibrata ma critica, che mette in luce le contraddizioni del calcio moderno: da una parte l’espansione globale e le nuove opportunità, dall’altra la necessità di preservare la qualità del gioco e il benessere dei protagonisti.









































