Koman: «Per me vedere la Sampdoria in Serie B è doloroso! Esordio? Dopo l’assist per Bonazzoli mi sono sentito in paradiso» – ESCLUSIVA | OneFootball

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·04 de junho de 2026

Koman: «Per me vedere la Sampdoria in Serie B è doloroso! Esordio? Dopo l’assist per Bonazzoli mi sono sentito in paradiso» – ESCLUSIVA

Imagem do artigo:Koman: «Per me vedere la Sampdoria in Serie B è doloroso! Esordio? Dopo l’assist per Bonazzoli mi sono sentito in paradiso» – ESCLUSIVA

Vladimir Koman, ex giocatore della Sampdoria, ci ha concesso un’intervista esclusiva tanto sull’attualità quanto sui suoi anni in blucerchiato

Vladimir Koman è cresciuto nel settore giovanile della Sampdoria, vincendo campionato e Coppa Italia U19, il tutto per poi completare la scalata e giocare in prima squadra. Per lui 46 presenze e un gol prima di varie esperienze tra Monaco, Krasnodar, Adanaspor, Diósgyőri non solo! L’ex centrocampista dei blucerchiati ha parlato in esclusiva con noi di SampNews24 sulle scelte del club di Joseph Tey e del suo periodo a Genova. Le sue parole:

Vladimir, ricordi il tuo esordio in campionato con la Sampdoria contro il Torino nel 2007? Sei stato protagonista con un assist decisivo: cosa ti rimane di quella giornata e come ti ha influenzato nelle stagioni successive?


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«Ricordo benissimo che in campionato rimanevano 4 partite dalla fine del campionato. Walter Novellino era l’allenatore e ha chiesto qualche ragazzo dalla primavera per andare ad allenarsi con la prima squadra. Ho fatto solo 5-6 giorni di allenamento e poi ha ci ha convocato, ma non pensavo che mi avrebbe buttato dentro come titolare. Ero molto nervoso, ma comunque con un mio assist a Bonazzoli abbiamo vinto la partita e mi sono sentito in paradiso. Nella stagione successiva Mazzarri non usava nessuno del settore giovanile, cosi abbiamo fatto la storica annata in primavera quel anno».

Hai contribuito alla storica annata della Sampdoria Primavera vincendo sia Coppa Italia che Campionato Primavera. Quali lezioni di quell’esperienza pensi abbiano inciso sul tuo percorso da professionista?

«Il campionato primavera era molto difficile da vincere, ma avevamo un gruppo meraviglioso sia di a livello umano sia come giocatori, inoltre avevamo un grande staff. Ancora oggi abbiamo un gruppo su Whatsapp e ogni tanto ci sentiamo. Il calcio giocato nel campionato primavera però è un po’ diverso dal calcio degli adulti!».

Durante il tuo ritorno alla Sampdoria hai giocato in Europa League, segnando e fornendo assist importanti. Come valuti quella esperienza internazionale e cosa ti ha insegnato rispetto al campionato italiano?

«Al mio ritorno purtroppo non ci siamo qualificati per la Champions League, ci è mancato veramente poco contro il Werder. In Europa League abbiamo fatto un percorso che è stato bello per me, ho fatto assist e il gol è la cosa ancora mi porto dentro. Sono stato il capitano della squadra in Budapest, sono molto orgoglioso di questo. Questo anche perché a 15 anni sono arrivato alla Samp e sono diventato un pupillo dei blucerchiati».

Qual è stata la tua esperienza in merito al campionato di Serie B? Cosa serve alla Samp per fare un ulteriore step?

«Dopo quell’anno con la primavera, in cui abbiamo vinto tutto, io sono andato al Avellino. Per me é stato molto difficile, perché la squadra è partita con un -7, il che vuol dire che il nostro obbiettivo era la salvezza. Ogni partita é stata difficile per me perché eravamo sotto pressione, per un giovane non é la cosa migliore. Comunque sono stato un titolare stabile e ho segnato quattro gol e uno di questi nel derby contro la Salernitana. Il campionato di Serie B é stato molto più difficile rispetto alla Serie A. Vedere La Samp che l’altro anno andato in C é che fa fatica questi giorni in B é molto doloroso. Bisogna costruire un club stabile in tutte le componenti e dopo quello si può andare avanti».

Si ringrazia Vladimir Koman per la gentilezza e disponibilità in questa intervista con la nostra redazione

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