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·22 de janeiro de 2026

La Deloitte Money League 2026: Real in vetta, l'Inter sfiora la top 10

Imagem do artigo:La Deloitte Money League 2026: Real in vetta, l'Inter sfiora la top 10

I primi 20 club di calcio per fatturato a livello mondiale hanno realizzato complessivamente la cifra record di 12,4 miliardi di euro nella stagione 2024/25. Lo stabilisce la 29esima edizione della Football Money League, pubblicata da Deloitte Sports Business Group, segnando un aumento del +11% dei ricavi rispetto alla stagione precedente.

Dopo essere diventato il primo club calcistico a generare 1 miliardo di euro nella stagione 2023/24, il Real Madrid ha nuovamente superato questo record, generando quasi 1,2 miliardi di euro nella stagione 2024/25, confermandosi come il club con i ricavi più elevati del calcio mondiale. Il club ha generato 594 milioni di euro di ricavi commerciali grazie all’aumento delle vendite di merchandising e delle sponsorizzazioni e, in una evoluzione piuttosto impressionante dei ricavi dei club calcistici, questa sola voce sarebbe stata sufficiente per collocare il club tra i primi dieci della Money League di quest’anno.


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Deloitte Money League 2026 – Le voci di ricavo

I ricavi da matchday (2,4 miliardi di euro), broadcast (4,7 miliardi di euro) e commerciali (5,3 miliardi di euro) hanno tutti raggiunto livelli record per le società inserite in classifica, con questi ultimi che sono diventati il primo flusso di ricavi a superare i 5 miliardi di euro. Per il terzo anno consecutivo, i ricavi commerciali hanno rappresentato la quota più significativa dei ricavi totali dei club della Money League, generando una media di 265 milioni di euro (2025: 244 milioni di euro).

I principali fattori trainanti sono stati il miglioramento delle performance del retail, l’aumento dei ricavi da sponsorizzazioni e l’utilizzo degli stadi e delle aree circostanti nei giorni non di gara. Quest’ultimo aspetto rappresenta un cambiamento significativo nei modelli di business di alcuni club, che si concentrano su una maggiore valorizzazione degli asset stadio attraverso un’offerta di intrattenimento diversificata. Birrifici interni, ristoranti, hotel e altre attività stanno quindi diventando sempre più comuni, dimostrando l’importanza per i club di ampliare le opportunità di generazione dei ricavi e sottolineando come i brand e le strutture dei club calcistici continuino a evolversi, andando ben oltre ciò che accade semplicemente sul campo.

ricavi da matchday dei club della Money League hanno raggiunto il livello record di 2,4 miliardi di euro e, per il quarto anno consecutivo, rappresentano il flusso di ricavi con il più alto tasso di crescita proporzionale (16%). I maggiori sforzi dei club nel migliorare l’esperienza nei giorni di gara, uniti all’utilizzo di altri strumenti di monetizzazione come le Personal Seat License (PSL), sono stati determinanti nel sostenere questa crescita.

ricavi da diritti televisivi sono cresciuti del 10% nel 2024/25 e restano una componente fondamentale dei ricavi dei club della Money League, rappresentando il 38% dei 12,4 miliardi di euro complessivamente generati. L’importanza dei ricavi broadcast è ancora più evidente per i club classificati tra l’11° e il 20° posto, per i quali essi hanno rappresentato quasi la metà dei ricavi totali (49%), rispetto a circa un terzo per i club della top 10, evidenziando ulteriormente il cambiamento di approccio dei club con i ricavi più elevati negli ultimi anni.

Il principale fattore di crescita dei ricavi da diritti televisivi tra i club della Money League nel 2024/25 è stato l’impatto dell’ampliamento del Mondiale per Club FIFA. Dieci club della Money League hanno partecipato alla competizione disputata la scorsa estate, determinando un aumento del 17% dei ricavi broadcast per questi club. Inoltre, l’espansione delle tre principali competizioni maschili per club della UEFA ha contribuito alla crescita dei ricavi, poiché i fondi distribuibili dalla UEFA per tali competizioni sono saliti a 3,3 miliardi di euro nel 2024/25, con un aumento di circa il 22% rispetto ai 2,7 miliardi di euro del 2023/24.

Deloitte Money League 2026 – Real al top, oltre il record di 1 miliardo

Nel 2024/25, il Real Madrid è rimasto l’unico club calcistico a generare oltre 1 miliardo di euro di ricavi, riuscendoci per il secondo anno consecutivo. Sebbene il club abbia registrato una diminuzione del 6% dei ricavi da matchday, principalmente dovuta alla riduzione dei ricavi derivanti dalla vendita delle Personal Seat License, i 233 milioni di euro di ricavi da matchday rappresenterebbero comunque il secondo valore più alto mai registrato da un club della Money League. Inoltre, il club ha riportato un aumento del 23% dei ricavi commerciali, trainato dal miglioramento delle vendite di merchandising e dall’ingresso di nuovi partner commerciali.

Per la prima volta dal 2019/20, il Barcellona è tornato sul podio della Money League (2° posto), generando 975 milioni di euro. Nonostante abbia continuato a disputare le partite lontano dallo Spotify Camp Nou, la cui conclusione dei lavori è prevista nella stagione 2025/26, il club ha registrato una crescita dei ricavi del 27% rispetto al 2023/24, cifre che saranno destinate a crescere ancora quando l’impianto lavorerà a pieno regime. Un fattore chiave di questa crescita è stata l’introduzione delle Personal Seat License, che hanno generato ricavi una tantum per circa 70 milioni di euro.

Il Bayern Monaco (861 milioni di euro) ha completato il podio, salendo di due posizioni rispetto all’anno precedente grazie all’aumento dei ricavi broadcast derivanti dalla partecipazione al Mondiale per Club FIFA 2025.

Il Paris Saint-Germain (837 milioni di euro) è rimasto nella top five (4° posto) per il quarto anno consecutivo, grazie a una stagione di successo sul campo culminata con la vittoria della sua prima UEFA Champions League. Inoltre, il club continua a sfruttare efficacemente il proprio capitale di marca per alimentare la crescita commerciale, con partnership con brand internazionali come Air Jordan che rafforzano la presenza del club in diversi ambiti della cultura popolare.

Per la prima volta nella storia della Money League, il Liverpool è risultato il club inglese con i ricavi più elevati (5° posto), con ricavi totali pari a 836 milioni di euro, trainati da un aumento del 34% dei ricavi da diritti tv a seguito del ritorno in Champions League e da una crescita del 7% dei ricavi commerciali grazie a un maggior numero di eventi non legati alle partite disputati ad Anfield.

Il Manchester City (829 milioni di euro) è sceso di quattro posizioni, dal 2° al 6° posto, a causa di una lieve diminuzione dei ricavi rispetto alla stagione 2023/24, dopo aver chiuso il campionato di Premier League al 3° posto (rispetto alla vittoria del titolo nel 2023/24) ed essere stato eliminato ai playoff di Champions League, a fronte del raggiungimento dei quarti di finale nella stagione precedente.

I rivali cittadini del Manchester United sono scesi di quattro posizioni fino all’8° posto, il peggior piazzamento nella storia della Money League, con ricavi totali pari a 793 milioni di euro nel 2024/25, rispetto ai 771 milioni dell’anno precedente. Sebbene il club abbia registrato un aumento complessivo di 75 milioni di euro tra ricavi da matchday e commerciali, vi è stata una diminuzione su base annua di 52 milioni di euro dei ricavi broadcast a causa dei risultati sportivi.

Di seguito, la top 20 completa: 

Deloitte Money League 2026 – Inter al top tra le italiane, poi Milan e Juve

Guardando ai club italiani, l’Inter ha fatto un balzo importante in classifica portandosi a un passo dalla top 10. Il club nerazzurro ha fatto registrare ricavi – parlando della quota utile per l’analisi di Deloitte – pari a 537,5 milioni di euro, in crescita del 37% rispetto alla stagione precedente. Segue il Milan a quota 4100,4 milioni di euro e con un aumento del 3% rispetto all’esercizio 2023/24.

Terzo e ultimo posto nelle top 20 per la Juventus. Il club bianconero è cresciuto del 13% a quota 401,7 milioni di euro nel 2024/25 (grazie al ritorno nella UEFA Champions League), ma rimane sotto le milanesi, che lo avevano già scavalcato nell’edizione precedente dell’analisi. Presente tra le italiane anche la Roma: i giallorossi si collocano fuori dalla top 20, al 27° posto con 216,3 milioni di euro.

Questa la classifica dalla 20esima alla 30esima posizione:

  1. 21.Eintracht Francoforte – 269,9 m € 
  2. 22.Brighton & Hove Albion – 238,7 m 
  3. 23. Real Betis – 242,3 m € 
  4. 24. Everton – 234,0 m € 
  5. 25. Crystal Palace – 232,5 m € 
  6. 26. AFC Bournemouth – 218,5 m € 
  7. 27. AS Roma – 216,3 m € 
  8. 28. Wolverhampton Wanderers – 206,4 m € 
  9. 29. Brentford – 206,0 m € 
  10. 30. Flamengo – 202,7 m € 

Deloitte Money League 2026 – Prospettive future

Dalla stagione 2014/15, i ricavi dei club della Money League sono cresciuti con un CAGR del 6% e non mostrano segni di rallentamento. Tuttavia, i fattori alla base di questa crescita sono cambiati nel tempo e continueranno a evolversi con il mutare del panorama calcistico globale.

Sebbene l’assunzione di un maggiore controllo sul proprio «destino di generazione dei ricavi» non sia un concetto nuovo per i club di vertice, esso sta diventando sempre più centrale nel contesto attuale. Con la crescente convergenza tra calcio e cultura popolare, la valorizzazione del capitale di marca internazionale attraverso investimenti in iniziative commerciali strategiche capaci di soddisfare tutti i tifosi sarà fondamentale per sostenere la crescita dei ricavi. Il Liverpool, ad esempio, ha investito pesantemente nelle attività retail e oggi dispone di negozi fisici in 21 località nel mondo. Il tifoso globale si aspetta un’offerta dedicata e i club dovranno sempre più comprendere i propri segmenti di consumatori chiave e i loro comportamenti.

I club dovranno impegnare risorse e investire per sviluppare queste attività generatrici di ricavi. Inoltre, cambiamenti regolamentari come la decisione della Premier League e dei suoi club di introdurre, a partire dal 2026/27, un nuovo sistema di regolamentazione finanziaria basato sui costi della rosa, simile alla regola UEFA sul costo della squadra, potrebbero fornire ulteriori incentivi in tal senso.

Infine, in un contesto di mercati dei diritti domestici stagnanti e di scarsa chiarezza sulle future fonti di crescita, non sono solo i club a dover riflettere sulla diversificazione dei ricavi, ma anche le leghe, chiamate a valutare come generare valore in modo strategico. Negli ultimi anni ciò è avvenuto principalmente aumentando il volume dei contenuti e dei diritti disponibili per i broadcaster, attraverso la vendita di diritti precedentemente invenduti o l’espansione delle competizioni. Tuttavia, le competizioni possono espandersi solo fino a un certo punto e, considerate le problematiche legate al benessere dei calciatori, questa strategia non è sostenibile nel lungo periodo.

Nei più recenti bandi per i diritti domestici dei “Big five”, dove i valori si sono generalmente stabilizzati, nella maggior parte dei casi i broadcaster incumbent hanno mantenuto i diritti. Se da un lato ciò può riflettere relazioni consolidate e stabili, dall’altro può indicare una possibile stagnazione del mercato. Per creare maggiore competizione, i titolari dei diritti devono adottare approcci strategicamente strutturati per incentivare valutazioni più elevate e comprendere meglio il reale valore dell’inventario live e non live e le esigenze del panorama dei broadcaster, in particolare gli incentivi di potenziali nuovi entranti nel mercato degli eventi sportivi dal vivo.

La prospettiva di una crescita del valore a livello internazionale rappresenta un’altra opzione strategica per i titolari dei diritti, con iniziative volte ad aumentare la notorietà dei propri prodotti. Di recente, sia la Serie A sia LaLiga hanno annullato i piani per disputare una partita ufficiale rispettivamente in Australia e negli Stati Uniti, nel tentativo di promuovere ulteriormente i propri campionati su scala globale. Resta da capire se tali iniziative genereranno valore, ma esse dimostrano un’ambizione concreta di crescita internazionale.

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