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·06 de março de 2026

La RedBird di Cardinale vende il Telegraph: accordo con il colosso tedesco Axel Springer

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Svolta nel panorama editoriale britannico: il Telegraph, storico giornale d’opinione conservatore, sostenitore in passato della Brexit, è passato nelle mani del colosso tedesco Axel Springer, che ne ha annunciato l’acquisizione per 575 milioni di sterline (660 milioni di euro al cambio attuale, ndr) come si legge sul sito della medesima testata.

L’operazione è stata portata a termine grazie a un accordo raggiunto con RedBird IMI, joint venture tra la RedBird Capital Partners di Gerry Cardinale (fondo proprietario del Milan in Serie A) e IMI. RedBird IMI – controllata al 75% dallo sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan, vicepresidente degli Emirati Arabi Uniti e proprietario del Manchester City – aveva preso il controllo del gruppo editoriale accettando di ripagare i debiti.


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Successivamente però è stata costretta a rimettere in vendita le testate dopo che il governo britannico ha approvato una legge che impedisce a Stati stranieri o soggetti collegati di possedere giornali nel Regno Unito. Oggi è previsto un tetto del 15% alle partecipazioni in base al nuovo regime contro l’influenza degli Stati esteri.

L’annuncio, salvo eventuali interventi del governo o delle autorità di sorveglianza sulla libertà dei media nel Regno Unito, segna la fine di una serie di vicissitudini per il Telegraph. Iniziate con la sua messa in vendita negli anni scorsi per debiti (assieme ad altre testate di destra cedute separatamente) dai fratelli Barclay, due miliardari londinesi, per passare poi attraverso la scalata di RedBird IMI, bloccata a causa del timore di condizionamenti d’interessi esteri da parte dei candidati soci arabi.

Fino alla controversa offerta “nazionale” avanzata di recente dal proprietario del tabloid Daily Mail, lord Jonathan Rothermere, il cui tentativo di dar vita a un quasi monopolio sulla stampa destrorsa dell’isola aveva suscitato riserve da più parti, governo laburista di Keir Starmer compreso. E ora alla decisiva entrata in campo a sorpresa di Axel Springer, che in Germania controlla fra l’altro il quotidiano Die Welt e il popolare tabloid Bild, entrambi soggetti a tagli di organico nel 2023.

Mathias Döpfner, patron del gruppo tedesco (che l’anno scorso ha dichiarato ricavi pari a 3,8 miliardi di euro, con 738 milioni di profitti), ha ricordato come Axel Springer avesse tentato di comprare il Telegraph nel 2004 senza successo. «Ora il nostro sogno diventa realtà», ha aggiunto, assicurando rispetto dell’autonomia e della continuità di linea editoriale.

«Diventare proprietari d’una istituzione di qualità del grande giornalismo britannico è un onore e un privilegio», ha proseguito, rammentando come la holding tedesca, attualmente uno dei massimi gruppi giornalistico-editoriali al mondo, sia stata fondata nel 1946 proprio su licenza british, ispirata dalla tradizione di Fleet Street. Si è infine impegnato a far crescere e rilanciare il giornale londinese, mantenendone al contempo intatto «il carattere distintivo e l’eredità del punto di riferimento in lingua inglese di una certa tradizione intellettuale di centro-destra».

Axel Springer possiede già, nel suo portafogli internazionale, testate anglofone quali PoliticoBusiness Insider e la newsletter Morning Brew. Ma nessuna di queste ha un peso significativo sul mercato del Regno, tanto da far escludere allo stesso Telegraph la possibilità concreta di contestazioni da parte di governo e authority britanniche per timori legati alla concorrenza o al pluralismo dell’informazione.

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