Juventusnews24
·02 de abril de 2026
La Russa insiste: «Gli interisti penalizzati in Nazionale. Non capisco perché Bonucci…»

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Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, noto tifoso e azionista dell’Inter, ha analizzato il momento buio della Nazionale in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. La seconda carica dello Stato non ha usato giri di parole per commentare il fallimento mondiale: «Come è possibile non andare al Mondiale avendo avuto come avversari prima l’Irlanda del Nord, e abbiamo faticato, poi la Bosnia, Paese di tre milioni di abitanti? Anche con una squadra normale, senza fenomeni, dovevamo qualificarci. È incredibile».
Di fronte alle possibili critiche per una discesa in campo così netta della politica, La Russa rivendica il peso del calcio nel Paese: «No, perché il calcio in Italia non è qualcosa di marginale, è un fenomeno che coinvolge più o meno intensamente il 70-80% degli italiani, specialmente quando gioca la Nazionale. Ha un valore sociale, aggregativo, ridà anche un orgoglio nazionale: ricordo i tempi in cui eravamo solo noi di destra a onorare il tricolore ogni giorno e tutti gli altri solo in occasione delle partite dei Mondiali. Poi, grazie al presidente della Repubblica Ciampi, si riscoprì il valore dei simboli nazionali, dalla bandiera alle sfilate, alle medaglie».
L’analisi si è poi spostata sulle scelte tecniche di Gennaro Gattuso, pur senza invocarne ufficialmente l’addio: «Se pretendo le dimissioni di Gattuso? Io non pretendo niente, dico la mia: come si può pensare che un evento del genere non abbia contraccolpi? Poi le dimissioni le darà chi se la sente. Però certo, di errori ne ho visti eh… Come si fa a far tirare il primo rigore, il più importante, a un giovanissimo come Esposito, che non li tira nemmeno nell’Inter? E perché Bastoni fuori posizione per mettere Calafiori centrale di sinistra? Questa scelta ha penalizzato Dimarco sulla fascia. E poi Retegui che è sicuramente bravo ma gioca in Arabia in un campionato non allenante e fermo da due mesi. Non ho capito neanche cosa facesse sempre in campo Bonucci, finendo per fare ombra alla figura di Gattuso. E perché il Brasile può avere un grande allenatore straniero come Ancelotti e non possiamo averlo noi un Mourinho?».









































