Calcio e Finanza
·14 de fevereiro de 2026
L’allarme di 200 ex calciatori sul Fondo di Fine Carriera: «Vogliamo sapere dove sono finiti i nostri soldi»

In partnership with
Yahoo sportsCalcio e Finanza
·14 de fevereiro de 2026

Rendere accessibili i bilanci alimentati dai contributi versati dai calciatori e ottenere piena trasparenza sulle modalità di gestione del Fondo di Fine Carriera. È questa la richiesta avanzata da circa 200 tra ex calciatori ed ex allenatori, che si sono affidati alla società di consulenza Offside FC e allo Studio Associato T-Legal Brigida-Vocalelli & Partners.
Il Fondo di Fine Carriera per giocatori e allenatori è un’associazione non riconosciuta, senza scopo di lucro, nata con l’obiettivo di garantire ai lavoratori sportivi un’indennità al termine dell’attività. L’iscrizione avviene d’ufficio: il calciatore versa il 7,5% della propria retribuzione, entro il tetto massimo mensile di 8.360,33 euro, tramite ritenuta effettuata direttamente dalle società sportive e dalla Figc al momento del pagamento degli stipendi.
La governance del Fondo prevede due rappresentanti dell’Aic e uno dell’Aiac, oltre a un membro indicato dalla Lega Nazionale Professionisti, uno dal presidente Figc e uno dalla Lega Nazionale Calcio Professionistico. Tuttavia, è attualmente pendente un contenzioso al Tribunale di Roma tra l’ex portiere Emiliano Viviano – che ha chiesto, finora senza successo, di poter consultare i bilanci – e il Fondo di Fine Carriera.
I circa 200 atleti coinvolti chiedono chiarezza sulla destinazione delle somme accumulate durante la carriera: c’è chi ignorava la necessità di riscuoterle, chi ha percepito importi inferiori al dovuto e ha dovuto richiedere un’integrazione, chi lamenta ostacoli nell’accesso alle informazioni.
Si tratta di somme che spettano a tutti, anche al calciatore straniero che milita in Italia per pochi mesi prima di trasferirsi all’estero. Un tema che assume particolare rilievo economico soprattutto per i giocatori di Serie B e C. Tra i firmatari figurano anche nomi noti, come Thomas Berthold, campione del mondo con la Germania a Italia ’90, che sostiene di aver ricevuto meno di quanto gli spettasse.
«Le mie domande sono senza risposta», ha detto. E insieme a lui Beppe Dossena, che ha fatto appello a «Bonucci, Chiellini, Buffon e Tommasi, loro possono aiutarci».
«Dal 1975, anno di istituzione del Fondo, parliamo di oltre 60.000 calciatori solo tra Serie A e Serie B interessati; se parliamo di una cifra bassa, diciamo 2.000 euro a calciatore, fanno 120 milioni di euro. Vorrei semplicemente sapere dove vanno a finire i miei soldi. Questa associazione nasce per fornire un’assistenza al calciatore e credo che tutte le componenti debbano sapere che fine hanno fatto questi soldi. Spero che si faccia la cosa giusta. Io le risposte non le vorrei solo dal fondo, le vorrei prima ancora dall’AIC», le parole di Viviano nell’incontro che si è tenuto ieri a Roma.
Una decisione del giudice potrebbe ora rappresentare un precedente giuridico rilevante, destinato a chiarire in modo definitivo l’estensione del diritto di informazione e controllo riconosciuto agli associati.
«Il Fondo di Fine Carriera ha sempre operato nella massima trasparenza, in coerenza con quanto previsto dallo Statuto, è soggetto alla vigilanza di un Collegio sindacale triadico, mentre il bilancio è sottoposto, volontariamente, a revisione legale. Tutti gli iscritti, autonomamente, possono accedere online alla piattaforma gestita dal Fondo e controllare, in tempo reale, la loro posizione, con il dettaglio delle somme maturate», ha evidenziato il presidente del Fondo, avv. Leonardo Grosso, in una nota.
Ao vivo


Ao vivo


Ao vivo


Ao vivo


Ao vivo


Ao vivo































