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·25 de abril de 2026

L’AVVERSARIO – Il Bologna ti mette le ali

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Il Bologna di Italiano è nel pieno di una stagione forse leggermente sotto le attese dopo due grandi annate, ma ha già dimostrato di poter creare difficoltà alla Roma.

Pagine Romaniste (L.Suriano) – «Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?» cantava Lucio Battisti ormai 50 anni fa. Roma e Bologna sono al quarto incontro stagionale, con uno score per ora perfettamente in equilibrio di una vittoria per parte e un pareggio. Rispetto all’ultima volta, da cui è trascorso oltre un mese, la situazione di entrambe è però piuttosto diversa. La Roma, eliminata dall’Europa League proprio quella sera, ha perso punti cruciali e si ritrova a rincorrere alla disperata il quarto posto che vale la Champions. Il Bologna, invece, ha trovato la stessa sorte europea al turno successivo, con una brutale eliminazione da parte dell’Aston Villa, ed è rimasto tagliato fuori da ogni tipo di ambizione italiana. «La nostra stagione, tra virgolette, è finita» ha detto un laconico Vincenzo Italiano dopo la sconfitta con la Juventus, scatenando non poche polemiche.


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Questione di pressione

Tra le due squadre ci sono senza dubbio dei punti di contatto. Innanzitutto, il Bologna è, insieme al Como, l’Inter e appunto la Roma, la compagine che maggiormente in Italia punta sulla pressione alta come cardine del proprio gioco. Un’arma non soltanto difensiva come erroneamente si potrebbe pensare, ma offensiva. In Serie A è quarta per PPDA (i passaggi avversari prima di un recupero) e per tiri concessi, ma ha una minore efficacia nel recupero effettivo del pallone.

Italiano chiede ai suoi un gioco diretto – il Bologna è la squadra con più lanci lunghi riusciti a partita, 32.2 – forte di un’ottima capacità nei duelli aerei dei suoi uomini offensivi e dell’abilità nel gettarsi dietro la linea. L’azione, poi, spesso si sviluppa sulle fasce, sia grazie all’1vs1 dei suoi esterni alti, dotatissimi nel fondamentale e molto rapidi, sia con le sovrapposizioni dei terzini. Solo Lazio, Genoa e Lecce passano meno per il centro del campo, la Roma e i rossoblu vengono subito dopo, e curiosamente favoriscono lati opposti del rettangolo verde: la squadra di Gasp il destro, il Bologna il sinistro.

Una caratteristica che ha sempre contraddistinto il tecnico ex Fiorentina è la linea di difesa particolarmente alta, e in effetti i felsinei sono al secondo posto per fuorigioco avversari. Il rimescolamento del reparto arretrato sul mercato, però, ha reso più fragile e predisposta all’errore la squadra. Le ultime reti subite raccontano di un Bologna che, quando sotto pressione, concede spazi e occasioni facili.

Bologna, i giocatori da tenere d’occhio

Vincenzo Italiano rende da sempre un’impresa titanica delineare la probabile formazione della sua squadra. Per di più, la resa più o meno dichiarata potrebbe portarlo a fare scelte inattese. Chi non ci sarà di certo per infortunio è Federico Bernardeschi, uno dei migliori di questa stagione del Bologna.

Chi invece ci sarà è Jonathan Rowe, l’incubo romanista in Europa League. L’attaccante britannico è un caotico mix di fisicità e dribbling, e nel girone di ritorno ha trovato quella continuità che spesso in carriera gli è mancata. Rowe sembra spesso giocare a un ritmo diverso dai compagni, ma lo strapotere fisico e l’attuale condizione mentale sono abbastanza per creare patemi alla retroguardia giallorossa.

Altrettanto temuto e temibile è Santiago Castro, specialmente in questo periodo non felicissimo per Ndicka, suo marcatore diretto. La capacità dell’argentino di tenere il pallone e infastidire costantemente le difese è fondamentale per lo sviluppo del gioco di Italiano.

A proposito di momenti poco felici, Celik è un altro romanista in calo e Miranda potrebbe metterlo in difficoltà. Per lui 6 assist lo scorso anno, solo 2 in questa stagione. Numeri quasi casuali però, visti gli oltre 6 xA tra Serie A ed Europa League e una media di oltre 2 passaggi chiave a partita, statistiche da trequartista.

Infine, la differenza sostanziale nell’ottavo di finale europeo: la panchina. Italiano ha a disposizione la rapidità di Cambiaghi, la disciplina tattica di Nikola Moro, la spigolosità e la capacità di inserimento di Odgaard (e di Sohm, nonostante la brutta stagione), così come la possibilità di inserire in corsa uno tra Joao Mario e Zortea.

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