Lazionews24
·04 de junho de 2026
Lazio, la lettera di Gabriele Pulici a Lotito: «Mai vista una situazione come questa, spero che faccia un passo indietro!»

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·04 de junho de 2026

Nell’edizione odierna de Il Tempo è stata pubblicata la lettera di Gabriele Pulici, figlio di Felice Pulici, al presidente Claudio Lotito, in cui il tifoso storico esprime il malcontento della piazza e la necessità di un cambio di passo nella gestione della società.
La lettera riflette il sentimento dei sostenitori biancocelesti, profondamente delusi dall’andamento delle ultime stagioni e dalla distanza crescente tra tifosi e proprietà. Gabriele Pulici ha scritto:
«Caro Direttore, quello che il mondo Lazio sta vivendo in questo momento è, con ogni probabilità, il punto più basso dei suoi 126 anni di storia. Io ne ho vissuti 52, di questi anni. Ho visto Lazio belle, ho visto Lazio brutte, ho attraversato gioie e amarezze. Ma una situazione disperata come quella di oggi, da parte dei tifosi, non l’avevo mai vissuta. Per un laziale, disertare lo stadio è andare contro natura.
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Non andare al derby è stata una delle pagine più nere della nostra storia recente. E tutto questo accade per colpa di una gestione che da anni, ma soprattutto negli ultimi periodi, sta andando in una direzione che il tifoso fatica a riconoscere come propria.
Il problema non è soltanto tecnico, pur essendo vero che il depauperamento della rosa ha portato la Lazio ai margini del campionato italiano. La verità più grave è un’altra: i tifosi non si sentono più rappresentati da questo presidente. Un presidente della Lazio dovrebbe essere orgoglioso della propria tifoseria, e i tifosi dovrebbero essere orgogliosi di chi li guida. Invece tra dichiarazioni discutibili sui sostenitori, sui giocatori e soprattutto sulla nostra storia, questa proprietà ha mostrato di non amare la Lazio, di non amare chi la segue, di non amare nemmeno il suo passato.
Se posso permettermi di dare un consiglio al presidente, e soprattutto alle persone che lo circondano, è semplice. Ditegli di fare un passo indietro. Ditegli di ascoltare. Ditegli che deve farlo per il bene della Lazio, dei tifosi, dell’intero ambiente. Un altro anno senza il pubblico non lo possiamo affrontare. Lui può essere cocciuto, supponente, convinto di essere il migliore. Può aver guadagnato visibilità grazie alla Lazio e ai laziali. Ma la Lazio è più grande di lui.
La Lazio è immortale, e lo sarà a prescindere dal Flaminio o da qualsiasi altra cosa lui possa fare. Io passerò, passeranno tanti altri tifosi, ma la Lazio continuerà la sua storia. Nessuno di noi è indispensabile. Tutti insieme, però, possiamo renderla grande. Lo voglio ribadire con forza: i tifosi della Lazio sono straordinari e non hanno abbandonato la squadra. Sono vicini alla squadra. Sono contro questo presidente e contro questa gestione». L’appello finale sottolinea la voglia di ritrovare uno stadio pieno, una società trasparente e vicina ai propri sostenitori, elementi fondamentali per rilanciare il club in vista delle prossime stagioni.







































