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Diego D'Avanzo·29 de junho de 2026
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Diego D'Avanzo·29 de junho de 2026
I sedicesimi di finale del Mondiale sono già iniziati ma c'è ancora tempo per dare un ultimo sguardo alla fase a gironi che si è appena conclusa.
Dopo aver visto le migliori promesse, è tempo di elencare le delusioni peggiori di questa fase a gironi.
L'Uruguay è il flop più grande di questo mondiale: una squadra ormai scarica nel reparto offensivo, orfana di Ronald Araujo in difesa e - a sorpresa - che non si è unita attorno al suo allenatore, Marcelo Bielsa.
La prima gara contro l'Arabia Saudita aveva dato alcune avvisaglie: un primo tempo gravemente insufficiente riscattato da un finale all'assalto, in cui è arrivato solo un pareggio. Poi il 2-2 contro Capo Verde, che addirittura è passato in vantaggio e ha rimontato nel 2° tempo: complice un pessimo Muslera.
Poi è avvenuta la famosa riunione tra i "senatori" e Bielsa che - pare - non abbia prodotto alcun esito. O almeno, nessuna svolta positiva. Perché contro la Spagna tutte le tensioni sono sfociate in una prova scialba, in cui gli emblemi di questa squadra sono crollati: Valverde incolore, Muslera ancora in cerca di papere sul gol di Baena e l'espulsione di Canobbio, esempio di "garra" ma incanalata male.
La Scozia è la squadra che aveva il girone più difficile ma resta una grandissima delusione per le modalità della sua eliminazione: la vittoria per 1-0 contro Haiti è stata a tratti imbarazzante, perché dopo il palo di McTominay e il gol di McGinn gli scozzesi hanno concesso il pallino del gioco ad Haiti, che è andata vicino al pareggio nel finale e addirittura ha tenuto il pallone per il 64% del tempo nella ripresa.
Poi la strategia contro il Marocco è stata chiara: chiudersi e sfruttare qualche episodio. Piano-gara messo in crisi dal gol di Saibari dopo 2 minuti e, nonostante ciò, il ct Steve Clarke non si è spostato dalla sua idea: partita bloccata senza trovare mai lo specchio della porta.
Nel 3-0 contro il Brasile invece è arrivata la disfatta: errori grossolani in difesa e una ripresa più arrembante - invano - cercando quei gol necessari a migliorare una differenza reti gravissima, considerando l'esordio contro Haiti (che poi ha incassato 7 reti in 2 gare).
Si pensava dovesse vincere il suo girone e invece è arrivata ultima: la Turchia di Vincenzo Montella è stata disattenta, poco decisa e anche molto sfortunata. Il 1° tempo in svantaggio contro l'Australia poteva essere recuperato, e nella ripresa la squadra ci ha provato: 20 tiri (pochi pericolosi davvero) e gol incassato dalla distanza.
Copione simile a quello recitato contro il Paraguay: 1-0 incassato da fuori area e 2° tempo all'arrembaggio, con tanta mole di gioco e poca precisione. In 2 partite ha calciato 62 volte: i gol fatti sono stati 0.
Nella gara finale contro gli USA, già qualificati, si è vista una Turchia diversa: meno padrona del gioco e più cinica con i suoi uomini di qualità, in particolare Guler e Baris Yilmaz. Il 3-2 in rimonta è stato un segnale di vitalità che, probabilmente, ha salvato la panchina di Vincenzo Montella.
Le aspettative verso la Corea del Sud non erano altissime ma dopo la vittoria in rimonta - meritata - contro la Repubblica Ceca, la strada per i sedicesimi sembrava spianata. E invece è arrivata la sconfitta contro il Messico: una gara scialba con un 1° tempo sterile, un gol incassato su imprecisione del portiere e poca incisività nelle occasioni finali.
Ottenere un buon risultato contro il Sudafrica sembrava quasi scontato, e invece l'attacco coreano si è infranto contro la difesa fisica degli avversari: Son (entrato nella ripresa) non ha inciso e le ripartenze di Maseko hanno fatto male, soprattutto quella al 63' che ha portato il Sudafrica ai sedicesimi.
📸 David Ramos - 2026 Getty Images







































