Calcionews24
·20 de fevereiro de 2026
Leao a CBS svela il clamoroso retroscena: «Mi voleva l’Inter, ma dopo la chiamata di Maldini…Vi racconto cosa successe»

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·20 de fevereiro de 2026

Intervistato dalla CBS, Rafael Leao ha rilasciato queste dichiarazioni.
CHIAMATA DEL MILAN – «L’Inter chiamò il direttore sportivo Luis Campos, disse di essere interessata. Non ero sicuro, ma in passato seguivo e sentivo del Milan con Maldini, Ronaldinho il mio idolo. Non l’Inter. Ho detto: rimango ancora un anno. Finimmo il campionato secondi e avremmo giocato la Champions l’anno successivo. Ma poi mi disse: il Milan ti vuole. Credo che in qualche giorno l’affare si farà. Nell’allenamento fai la prima parte, non la seconda. Nessun rischio. Mi dissero: qualcuno vuole parlare con te in dieci minuti. Facetime, Maldini. Mi chiese come stessi, mi disse che mi avevano seguito nella stagione, mi chiese se volessi far parte della famiglia rossonera. E sono andato diretto alla firma»
IBRAHIMOVIC – «Era esigente? Sì, troppo, troppo. In un allenamento, alcuni giovani della Primavera erano venuti ad allenarsi con noi e in una partitella era finito con loro, perdendola. Andò dal mister e disse: ‘E’ l’ultima volta che questi giovani vengono a fare allenamento con noi’. Per me è stata una pressione positiva. Con queste persone devi imparare, perché se ti parlano è perché si interessano a te. Ho amato questa cosa. Sì, parliamo ancora spesso. Abbiamo un bel rapporto, quando viene mi chiede della famiglia. E’ qualcuno che mi ha aiutato molto, è qualcuno che voglio tenere nella mia vita anche fuori dal campo. Se ho bisogno di qualcosa, io so che lui c’è e mi aiuterà»
SCUDETTO DI PIOLI E MVP – «Non me l’aspettavo onestamente. Dopo la partita, abbiamo alzato il trofeo e abbiamo festeggiato. Una persona è venuta a dirmi: ‘Rafa, sei il miglior giocatore della stagione’. E’ stato qualcosa che non mi sarei mai aspettato. E’ stata una delle mie migliori stagioni individuali. Ma è qualcosa di squadra, perché è grazie a quella che puoi fare bene»
ESPERIENZA AL MILAN – «Credo che sia stato un percorso. Non è stato facile per me e per la mia famiglia quando sono arrivato. Sono contento di essere qui, di essere un punto di riferimento per la squadra e per i tifosi. Loro vogliono il massimo da tutti e sanno cosa possiamo fare. Quando giochi al Milan, sai che ci sarà la pressione perché i tifosi vogliono il top. Quando perdi o quando fai una brutta partita, lo capisci dai tifosi»
DERBY – «Non andare fuori nei giorni precedenti, stai a casa. E’ una settimana folle. Tutti vogliono biglietti, vedi il rosso, il blu. Tutti parlano sui quotidiani. Stai a casa, risparmia energie. E’ la partita più bella della stagione. E’ una guerra, è una questione di vita o di morte. Dopo quella partita, tutti parleranno di quella partita per settimane. Vita o morte. E io voglio vivere. Lo guardavo in passato, ora giocarlo è incredibile. I tifosi cantano dall’inizio alla fine, ogni pallone, ogni tocco, ogni duello devi pensare che sia l’ultimo»
PULISIC – «Ho un bel rapporto con lui. Ora va molto meglio, ci conosciamo meglio in campo. In questa stagione abbiamo avuto un po’ di infortuni, non abbiamo avuto grandi opportunità insieme. E’ un grande giocatore, uno dei migliori nelle ultime stagioni. Quando è in campo, penso che creerà qualcosa. Parla italiano perfettamente, anche se con un accento americano»
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