Calcio e Finanza
·14 de julho de 2026
L'ex capo della Curva Sud milanista Luca Lucci «ha creato un business di droga da 7 milioni»

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·14 de julho de 2026

Luca Lucci, l’ex capo ultrà della Curva Sud milanista anche arrestato nel settembre 2024 nel maxi blitz “Doppia curva”, grazie alla sua «capacità organizzativa», tra il luglio 2020 e il marzo 2021, in piena pandemia da Covid sarebbe riuscito, assieme ad un altro componente della «associazione criminale», ad effettuare «14 importazioni di hashish e marijuana» per quasi 2mila kg in totale e per un «volume d’affari pari a quasi 7 milioni di euro».
Lo scrive la gup di Milano Giulia Masci nelle motivazioni della sentenza con cui lo scorso aprile ha condannato in abbreviato per narcotraffico internazionale di droga a 18 anni e 8 mesi di reclusione l’ex leader della Sud rossonera, già condannato a 10 anni nel procedimento per associazione per delinquere sul caso curve anche per un tentato omicidio (per domani per lui e altri ultrà è fissato il processo abbreviato in appello).
Lucci, stando all’inchiesta della Squadra mobile della Polizia, coordinata dai pm Leonardo Lesti e Rosario Ferracane, sarebbe stato al vertice della presunta associazione dedita al traffico internazionale di droga che, tra il 2020 e il 2021, avrebbe movimentato tonnellate di hashish e marijuana. La giudice, che in sostanza ha accolto le richieste dei pm della Dda milanese, ha condannato anche altri 22 imputati a pene dai 3 fino ai 13 anni e 6 mesi di carcere. La «capacità organizzativa» di Lucci, si legge ancora nelle motivazioni, «si spingeva sino ad avere diversi contatti in Marocco direttamente con i produttori» di droga. Era sempre lui anche a gestire «la fase materiale della consegna» agli acquirenti avvalendosi di «due corrieri compiacenti», che lavoravano per la «società Amazon» – del tutto estranea alle indagini – e che venivano pagati dall’acquirente 500 euro a consegna.







































