Locatelli Juventus, oltre il rinnovo: con Spalletti la consacrazione definitiva, così è diventato il leader di questa squadra. Il focus | OneFootball

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·16 de abril de 2026

Locatelli Juventus, oltre il rinnovo: con Spalletti la consacrazione definitiva, così è diventato il leader di questa squadra. Il focus

Imagem do artigo:Locatelli Juventus, oltre il rinnovo: con Spalletti la consacrazione definitiva, così è diventato il leader di questa squadra. Il focus

Locatelli Juventus, il centrocampista è pronto a firmare il nuovo contratto e consacrarsi come leader assoluto della mediana bianconera

Il prolungamento del contratto di Manuel Locatelli è ormai questione imminente, un atto formale che certifica la sua definitiva consacrazione come anima e baricentro della Juventus. La sua stagione, divisa dalle turbolenze tecniche inerente la squadra, racconta la metamorfosi di un giocatore passato dall’essere un puro scudo di contenimento a leader tecnico e carismatico del centrocampo.

Nella prima parte dell’anno, sotto la gestione di Igor Tudor – chiusasi con il tris di sconfitte ComoReal Madrid e Lazio– Locatelli ha vissuto di alti e bassi all’interno di una squadra in cerca di equilibrio. Il tecnico croato gli chiedeva un estenuante lavoro di copertura, arretrando spesso il suo raggio d’azione. Se in fase difensiva Manuel garantiva protezione assoluta (tanto che le sue uscite dal campo coincidevano regolarmente con lo smarrimento della retroguardia), in impostazione sembrava talvolta vivere il tormento della scelta, limitandosi ad appoggi elementari o risultando deresponsabilizzato. Non mancavano le intuizioni, come la geniale pennellata per Bremer nel pirotecnico derby d’Italia o la perfetta razionalità mostrata in Champions League contro il Villarreal, ma la sensazione era quella di un giocatore bloccato, al servizio quasi esclusivo del contenimento.


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Con l’avvento di Luciano Spalletti, il numero 5 bianconero è sbocciato. Il tecnico toscano gli ha riconsegnato le chiavi della mediana, trasformandolo in un regista a tutto tondo. Le sue prestazioni sono lievitate in personalità e presenza: dalle letture preziose in Europa contro il Benfica, al vero e proprio “Oscar” tributatogli dalla standing ovation dello Stadium nella superba prova contro il Napoli.

Il Locatelli “spallettiano” non è solo l’uomo che alza il muro quando la squadra è in sofferenza, ma è un centrocampista che ha ritrovato il gusto dell’inserimento e del rischio. Ha ricominciato a incidere negli ultimi venti metri, trovando il gol con l’Udinese in Coppa Italia e l’illusoria rete di San Siro contro l’Inter, spiccando per la precisione delle sue verticalizzazioni. Unico neo il rigore fallito col Sassuolo, una situazione strana, a ben vedere, tenendo conto che uno ben più pesante lo aveva segnato l’anno scorso all’ultima giornata a Venezia, determinante per qualificare la Juve alla Champions League.

Oggi Manuel è il capitano morale di questa Juventus. La sua firma sul nuovo contratto non sarà una semplice formalità, ma il giusto riconoscimento per chi ha saputo ritagliarsi una leadership, anche se qualche tifoso la ritiene insufficiente per un club che ha bisogno di maggiore personalità.

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