Marchesetti: «Quando si andava sopra le righe Flachi ti riportava giù. Non ho avuto un buon rapporto con Gregucci perché…» | OneFootball

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·29 de março de 2026

Marchesetti: «Quando si andava sopra le righe Flachi ti riportava giù. Non ho avuto un buon rapporto con Gregucci perché…»

Imagem do artigo:Marchesetti: «Quando si andava sopra le righe Flachi ti riportava giù. Non ho avuto un buon rapporto con Gregucci perché…»

Mattia Marchesetti, ex giocatore della Sampdoria, ha rilasciato delle dichiarazioni sul suo periodo a Genova e sulla squadra di Attilio Lombardo

Mattia Marchesetti è stato intervistato per l’edizione odierna de Il Secolo XIX, il tutto toccando diverse tematiche. L’ex giocatore della Sampdoria si è espresso tanto sui suoi anni da calciatore blucerchiato quanto sul momento del club. Le sue parole:

ESPERIENZA ALLA SAMPDORIA – «Novellino era un personaggio. Poi Antonioli, Gasbarroni, Diana, Tonetto, Palombo, Volpi, Flachi, Bazzani. Quando entravo mi sembrava di essere nella Playstation. Esperienza che porto dentro. Il ricordo più bello giocare contro l’Inter (subentrò a Tonetto nel finale, ndr) ma anche vivere lo spogliatoio con tutti quei campioni che però erano umili. Mi portavano a pranzo alla Marinella a Nervi, non mi facevano pesare nulla. E la Gradinata è da pelle d’oca, allucinante: è proprio vero il detto del dodicesimo uomo in campo».


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FOTI E GREGUCCI – «Lillo l’ho visto l’ultima volta quando era vice di Mourinho, a un Cremonese-Roma. Era ancora più giovane di me e i senatori lo tenevano a bada: se si andava sopra le righe, Flachi o altri ti riportavano subito a terra. Col tempo magari è cambiato, ma io in quei 6 mesi mi sono divertito, mi trovavo bene con lui. Con Gregucci non ebbi un bel rapporto. Nel 2007 mi voleva a Vicenza, lui e il ds Vignoni mi chiamavano tutti i giorni. Poi, arrivato, non mi vedeva e mi fece giocare poco. Così andai a Mantova».

SAMP IN LOTTA PER LA SALVEZZA – «Più che altro, a me dispiace vedere lì la Samp. Il minimo che merita è stare in A. L’anno scorso, al momento della retrocessione in C, ero incredulo. Conoscendo i tifosi pensavo a cosa sarebbe potuto succedere. E infatti, quando mi sono arrivate le immagini dell’ultima contestazione, ho pensato che è un rischio che si corre se vai male in piazze del genere».

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