Marchisio a sorpresa: «Mi sorprende non vedere Del Piero oggi in società. Io nella Juve? Perchè no? Vediamo…» | OneFootball

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·17 de abril de 2026

Marchisio a sorpresa: «Mi sorprende non vedere Del Piero oggi in società. Io nella Juve? Perchè no? Vediamo…»

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Marchisio svela: «Mi sorprende non vedere Del Piero oggi in società. Io nella Juve? Perchè no? Vediamo…». Le sue parole

Claudio Marchisio, ospite di Giorgia Rossi nel salotto di Giorgia’s Secret su Dazn, ha rilasciato una lunga intervista in cui ha affrontato diversi temi legati alla sua carriera e al calcio di oggi. Di seguito le parole del Principino. Le sue parole:


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SOPRANNOME PRINCIPINO – «Ho sorriso, mi è andata bene, ci sono soprannomi peggiori. Me lo diede Federico Balzaretti negli spogliatoi, io ero della primavera aggregato alla prima squadra. Arrivavo al campo in camicia o vestito elegante, sono sempre stato così, alle elementari già andavo a scuola in camicia. Vengo visto come perfetto? È il mio carattere. Questo soprannome va separato: sono elegante e gentile anche in campo, ma mi toglievo l’abito senza pallone. Quando rincorrevo l’avversario mi sporcavo ben volentieri. Nei gesti tecnici però ero pulito. Sono sempre stato un po’ vanitoso fin da bambino» 

PIRLO – «Pirlo è davvero simpatico, in campo sembrava non sentire mai la pressione ma era sempre quello con la battuta pronta. Lui sentiva tutto e faceva battute taglienti ma molto divertenti» 

BANDIERA – «Non è stato semplice capirlo, sono nato a Torino e ho fatto tutto il settore giovanile, poi ho fatto il raccattapalle, mi sentivo un tifoso nella Juventus. Una volta Alex Sandro aveva letto la mia storia del bambino cresciuto e mi ha chiesto se non avessi voglia di cambiare, aria diversa, ambiente diverso, ma per me era naturale, io trovavo sempre la forza e l’energia di meritare quel sogno. Era una responsabilità per me e per i tifosi, l’avevo voluta così tanto. Bandiera non vuol dire che stai tantissimi anni in una società ma è quello che dai realmente nel quotidiano. Io uso come esempio Tevez che è rimasto poco ma è stato una bandiera: come compagno di squadra, mi sentivo anche tifoso e vedendolo come si comportava. Bandiera lo può diventare chiunque» 

DYBALA – «Dopo la finale di Champions a Berlino tornavamo e con noi viaggiava Dybala che sarebbe stato il nuovo acquisto, ci guardava un po’ spaventato. Io sono andato da lui a dargli il benvenuto e gli ho detto che era vero avevamo perso ma ci avremmo riprovato l’anno dopo» 

CONTE – «Chiesi a Conte l’anno del primo Scudetto quando ci fu la standing ovation di Del Piero. Io volevo diventare come lui. Ero in panchina quella partita e chiesi a Conte se potessi subentrare ad Alex e invece poi per questioni tattiche non andò in porto. Una volta eravamo a Miami in tournèe, Conte ci ha dato la serata libera ma dovevamo tornare ad un certo orario. La mattina quando suona la sveglia io e Vidal arriviamo in ritardo. Io ero terrorizzato perchè il mister me l’avrebbe fatta pagare. Arturo invece rideva. Quello è il giorno in c’è gente che è stata male: ci ha fatto correre fino a vomitare. Arturo continuava a correre ininterrottamente» 

DEL PIERO – «Mi sorprende non vedere Del Piero oggi in società, per la persona che è e per quello che potrebbe dare. Claudio Marchisio nella Juventus? Perchè no? Vediamo» 

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