Marilungo: «Mi piacerebbe che restassero Lombardo, Invernizzi e Mancini! Ricordo ancora quella doppietta contro il Cagliari» – ESCLUSIVA | OneFootball

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·15 de maio de 2026

Marilungo: «Mi piacerebbe che restassero Lombardo, Invernizzi e Mancini! Ricordo ancora quella doppietta contro il Cagliari» – ESCLUSIVA

Imagem do artigo:Marilungo: «Mi piacerebbe che restassero Lombardo, Invernizzi e Mancini! Ricordo ancora quella doppietta contro il Cagliari» – ESCLUSIVA

Guido Marilungo, ex attaccante della Sampdoria, ci ha concesso un’intervista esclusiva sull’attualità dei blucerchiati e sul suo passato doriano

Guido Marilungo ha fatto la trafila nel settore giovanile blucerchiato prima di esordire con la prima squadra nel corso della stagione 2008-2009. L’ex giocatore della Sampdoria ha parlato in esclusiva con noi di SampNews24 dei temi casi del mondo doriano e del suo percorso a Genova. Le sue parole:

La Sampdoria è reduce da una salvezza che ad un certo punto sembrava irraggiungibile. Che ne pensi della stagione dei blucerchiati?


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«Ho un’opinione a riguardo. Sicuramente se pensiamo a inizio campionato è stata una stagione deludente, poi per come è stata, per come è finita, diciamo che è andata bene. Sicuramente la squadra, anche con l’arrivo dei giocatori importanti nel mercato di gennaio, ha cambiato marcia. Poi per come era andata quest’anno l’obiettivo è stato ricalibrato su traguardi più modesti, ma sognare ai play-off, pur con tutti quei problemi che ci sono stati, è stato un grande risultato».

La società guidata da Joseph Tey non sembra orientata a confermare Attilio Lombardo nonostante il grande lavori che ha fatto in questi mesi. Cosa ne pensi?

«Ognuno nel calcio ha le sue idee. Sicuramente Lombardo ha portato la squadra al traguardo. Mister Lombardo e lo stesso direttore Invernizzi, che io chiamo mister perché è stato mio allenatore, sono nel mio cuore perché mi hanno cresciuto, quindi io sono molto affezionato a loro. Sono due persone straordinarie. Quindi il cuore va sempre verso di loro, quindi mi auguro che il mister rimanga. E sono stati importanti nella mia crescita, voglio molto bene ad entrambi».

A gennaio la Sampdoria ha dato una sterzata alla propria stagione grazie ai colpi del direttore sportivo Andrea Mancini. Pensi che la Sampdoria debba ripartire da lui?

«Il direttore Mancini l’ho conosciuto quest’anno, una volta che sono andato a Bogliasco. Devo dirti la verità che è un ragazzo che ci teneva, un ragazzo giovane, che ci tiene ai colori della Sampdoria e ci tiene a far bene. Ha fatto un gran mercato di gennaio perché sono arrivati dei giocatori forti che hanno dato una grossa mano alla squadra per salvarsi».

Tra i giocatori il cui futuro è in ballo c’è Tjas Begic, arrivato in prestito dal Parma. Credi che i blucerchiati debbano riscattarlo?

«Queste sono valutazioni che da fuori non possono farsi, io però penso che Begic abbiamo fatto molto bene e che sia un giocatore forte. Poi quando sei all’interno della società bisogna vedere anche le condizioni e le basi, cose complicate, che sono più adatte agli addetti ai lavori. Io posso dirti che ha fatto molto bene, è un giocatore forte».

La Sampdoria per te è stata una parte fondamentale della tua carriera. Qual è il ricordo più bello che hai di quegli anni tra settore giovanile e prima squadra?

«A livello sportivo, sicuramente è stato l’esordio da titolare in Serie A con una doppietta (contro il Cagliari n.d.r.) e la vittoria dello scudetto con la Primavera. A livello umano, posso dirti che tutte le persone che ho conosciuto nel mio percorso mi hanno dato tanto, senza togliere niente a nessuno in prima squadra, ma soprattutto nelle giovanili. I vari allenatori: mister Pertusi, mister Pogi, mister Lombardo, mister Pea, mister Invernizzi. Anche altri allenatori per meno tempo, perché sono quelle persone che mi hanno aiutato di più nel mio periodo più difficile. Quello in cui ero lontano da casa, dove soffrivo e dove sono maturato non solo come calciatore, ma come persona. E dove mi hanno aiutato molto in questo percorso».

Ora che strada hai scelto?

«Faccio lo scout, per il mio procuratore, Silvia Pagliari. Io ho avuto lo stesso da quando ero piccolo a oggi che sono finiti i miei 23 anni di carriera. Ci conosciamo e stiamo insieme, mi fa molto piacere perché p una persona che tiene molto ai valori, più che ai contratti».

In questo momento è più che viva che mai la lotta per un posto in Champions League in Serie A. Chi pensi che la spunterà alla fine?

«Non so chi la spunterà ma devo essere onesto. Quest’anno, per noi che siamo al di fuori e non dentro le squadre diciamo, sia la lotta Champions, sia quella della promozione, e quella della salvezza in Serie B sono state belle da vedere, emozionanti. Vediamo chi la merita, è giusto che ci vada chi lotterà fino alla fine!».

Si ringrazia Guido Marilungo per la disponibilità e gentilezza mostrate nel concederci questa intervista

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